Per finanziare la formazione sull’intelligenza artificiale una PMI ha due strumenti principali: i fondi paritetici interprofessionali, a cui l’impresa aderisce destinando il contributo dello 0,30% già dovuto, e il Fondo Nuove Competenze, che rimborsa il costo delle ore di lavoro passate in formazione. A ottobre 2026 la terza edizione del Fondo Nuove Competenze non accetta nuove domande e sul sito del Ministero del Lavoro non risultano avvisi per una nuova edizione. I fondi interprofessionali restano quindi la strada sempre disponibile.
In breve
- Il Fondo Nuove Competenze 3 «Competenze per le innovazioni» ha raccolto domande dal 10 febbraio al 10 aprile 2025; tra gli ambiti ammessi c’era l’«Introduzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale».
- Con il decreto direttoriale n. 9 del 9 gennaio 2026 sono stati aggiunti circa 126 milioni di euro e la dotazione è salita a 1 miliardo e 150 milioni, per finanziare domande già presentate.
- I fondi interprofessionali si finanziano con il contributo obbligatorio dello 0,30% della retribuzione; adesione e revoca vanno fatte entro il 31 ottobre e valgono dal 1° gennaio dell’anno successivo.
- Con il decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 il Ministero ha adottato nuove linee guida sul funzionamento dei fondi.
Cos’è il Fondo Nuove Competenze e come funziona
Il Fondo Nuove Competenze (FNC) è una misura del Ministero del Lavoro rivolta ai datori di lavoro privati, anche a partecipazione pubblica. Il meccanismo è semplice da descrivere: l’azienda firma con i sindacati un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario, che destina una parte delle ore di lavoro a percorsi per accrescere le competenze; il Fondo rimborsa il costo di quelle ore. La terza edizione fa parte del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, cofinanziato dall’Unione europea.
Le regole principali della terza edizione, riassunte nella guida ufficiale del Ministero, sono queste:
- Ore: ogni lavoratore deve svolgere tra 30 e 150 ore di formazione.
- Rimborso: il Fondo copre il 60% della retribuzione oraria delle ore di formazione, che sale all’80% per i progetti di sistemi formativi e filiere e al 100% in alcuni casi di nuove assunzioni di disoccupati; rimborsa inoltre per intero i contributi previdenziali e assistenziali di quelle ore.
- Chi forma: un ente titolato o accreditato dalle Regioni; le strutture specialistiche possono partecipare se coinvolgono un ente titolato o accreditato.
- Risultato: a fine percorso ogni lavoratore riceve un documento di trasparenza o di validazione delle competenze acquisite.
- Tempi: il saldo va chiesto, a formazione completata, entro 365 giorni dalla data di approvazione della domanda.
La formazione sull’intelligenza artificiale rientra nel Fondo Nuove Competenze?
Nella terza edizione sì. I percorsi dovevano essere coerenti con un’innovazione dell’azienda e tra gli ambiti ammessi c’erano i «Sistemi tecnologici e digitali» e l’«Introduzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale», accanto a «Sostenibilità e impatto ambientale».
In pratica un’azienda che introduceva, per esempio, un assistente digitale per il servizio clienti poteva legare la formazione delle persone coinvolte a quell’innovazione. Non bastava un corso generico: serviva un progetto con obiettivi, ore e destinatari definiti nell’accordo sindacale.
Qual è lo stato del Fondo Nuove Competenze a ottobre 2026
La terza edizione ha avuto una partecipazione molto alta: il Ministero ha segnalato oltre 11.000 domande singole, oltre a sistemi formativi e filiere. La dotazione iniziale di 731 milioni è stata aumentata due volte, con il decreto direttoriale n. 243 del 23 maggio 2025 e con quello del 9 gennaio 2026. Le risorse aggiunte sono servite a far scorrere la graduatoria delle domande già presentate, non ad aprire un nuovo bando.
Oggi la pagina degli avvisi del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro riporta, per il Fondo Nuove Competenze, solo la terza edizione, con le domande chiuse dal 10 aprile 2025. Una quarta edizione non è stata pubblicata: diffida da date di apertura che non trovano riscontro in un atto del Ministero e controlla periodicamente i canali ufficiali.
Come funzionano i fondi interprofessionali
I fondi paritetici interprofessionali sono previsti dall’articolo 118 della legge 388/2000. Sono associazioni costituite dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, autorizzate dal Ministero del Lavoro, e finanziano la formazione continua delle imprese che scelgono di aderire.
- Da dove arrivano i soldi: dal contributo obbligatorio dello 0,30% della retribuzione di ogni lavoratore, riscosso dall’INPS e trasferito al fondo scelto dall’impresa.
- Come si aderisce: con la denuncia contributiva all’INPS (flusso UniEmens) e una comunicazione via PEC al fondo.
- Quando: il termine per aderire o revocare l’adesione è il 31 ottobre di ogni anno, con effetto dal 1° gennaio successivo.
- Conto individuale: può raccogliere fino all’80% delle risorse spettanti all’impresa, da usare entro due anni; poi le somme passano al conto collettivo.
- Conto collettivo: le risorse vengono assegnate con avvisi pubblici e selezione dei piani formativi, nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato.
Le linee guida del gennaio 2026 sostituiscono quelle della circolare ANPAL n. 1 del 2018 e introducono alcune tutele per le imprese: un’area riservata dove vedere le risorse usate e disponibili, la condivisione sindacale dei piani senza costi per imprese e lavoratori, regole precise per la formazione a distanza, con autenticazione di docenti e partecipanti e rilevazione delle presenze.
Come usare insieme fondi interprofessionali e Fondo Nuove Competenze
I due strumenti non sono alternativi. Nella terza edizione del FNC, per le imprese iscritte a un fondo interprofessionale aderente, la formazione era finanziata in tutto o in parte dal fondo, mentre il FNC copriva il costo delle ore di lavoro. La guida del Ministero lo dice chiaramente: il FNC non sostituisce il finanziamento dei fondi, ma si integra con esso. Se ci sarà una nuova edizione, chi ha già un rapporto attivo con il proprio fondo partirà avvantaggiato.
Da dove partire
- Verifica se aderisci già a un fondo e a quale: lo sa il tuo consulente del lavoro, perché l’indicazione è nella denuncia contributiva.
- Decidi entro il 31 ottobre se aderire o cambiare fondo: l’effetto scatta dal 1° gennaio dell’anno successivo.
- Chiedi al fondo quante risorse hai sul conto individuale e quali avvisi sono aperti su digitale e intelligenza artificiale.
- Prepara il fabbisogno formativo: ruoli coinvolti, strumenti usati, ore necessarie. È la base anche per i nostri percorsi di formazione sull’AI per le aziende.
- Per il Fondo Nuove Competenze tieni pronto lo schema: accordo sindacale, ente titolato o accreditato, percorsi da 30 a 150 ore per lavoratore, e segui solo gli avvisi pubblicati dal Ministero.
Informazioni aggiornate a ottobre 2026. Non è una consulenza fiscale o del lavoro: prima di presentare domande verifica avvisi e regolamenti con il tuo consulente e con il fondo.
Domande frequenti
Il Fondo Nuove Competenze è aperto a ottobre 2026?
No. La terza edizione ha chiuso le domande il 10 aprile 2025 e i rifinanziamenti successivi sono serviti a coprire domande già presentate. Sul sito del Ministero del Lavoro non risultano avvisi per una nuova edizione.
Aderire a un fondo interprofessionale costa qualcosa in più?
Il contributo dello 0,30% sulla retribuzione è comunque obbligatorio. Con l’adesione l’impresa sceglie a quale fondo destinarlo e può usare quelle risorse per formare i propri dipendenti.
Entro quando bisogna aderire a un fondo interprofessionale?
Secondo le linee guida del Ministero del Lavoro, il termine per aderire o revocare l’adesione è il 31 ottobre di ogni anno, con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo. L’adesione si comunica all’INPS con il flusso UniEmens e al fondo via PEC.
Un corso sull’uso dell’AI generativa può essere finanziato?
Dipende dalle regole del fondo e dell’avviso. Nella terza edizione del Fondo Nuove Competenze l’introduzione dell’intelligenza artificiale era tra gli ambiti ammessi, purché la formazione fosse legata a un’innovazione dell’azienda e prevista nell’accordo sindacale.
Fonti
- Ministero del Lavoro, «Guida al Fondo nuove competenze 3. Competenze per le innovazioni», dicembre 2024
- Ministero del Lavoro, «Fondo nuove competenze», Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, consultata a ottobre 2026
- Ministero del Lavoro, «Altri 125 milioni di euro per Fondo Nuove Competenze 3», 9 gennaio 2026
- Ministero del Lavoro, «Fondo Nuove Competenze 3, pubblicato il nuovo elenco delle istanze finanziabili», 14 gennaio 2026
- Ministero del Lavoro, «Fondo Nuove Competenze», archivio notizie, consultato a ottobre 2026
- Ministero del Lavoro, «Avvisi», Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, consultata a ottobre 2026
- Ministero del Lavoro, «Linee guida fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua», 9 gennaio 2026
- Ministero del Lavoro, «Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali», 2026
