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Decennio digitale 2030: AI, cloud e dati, dove si trova l’Italia

Decennio digitale 2030: l’UE punta al 75% di imprese con cloud, AI o analisi dei dati. Cosa dice la relazione 2026 su Europa e Italia e cosa fare in una PMI.

Il Decennio digitale 2030 è il programma con cui l’Unione europea ha fissato i suoi obiettivi digitali per la fine del decennio. Per le imprese chiede che il 75% usi cloud, intelligenza artificiale o analisi dei dati e che oltre il 90% delle PMI raggiunga almeno un livello base di intensità digitale. Secondo la relazione 2026 della Commissione europea, pubblicata il 17 giugno 2026, l’Italia è sopra la media UE su cloud e digitalizzazione di base, ma sotto proprio sull’intelligenza artificiale.

In breve

  • Obiettivi 2030 per le imprese: 75% con cloud, AI o big data; oltre il 90% delle PMI con intensità digitale almeno di base; raddoppio degli unicorni europei.
  • UE nel 2025: AI quasi al 20,0%, cloud al 46,69%, analisi dei dati al 39,85%. Al ritmo attuale, nel 2030 l’AI arriverebbe al 54,28% delle imprese.
  • Italia nel 2025: AI al 16,4% (UE 20,0%), cloud al 68,1% (UE 46,7%), analisi dei dati al 42,7% (UE 39,9%).
  • Nel 2027 la Commissione rivedrà gli obiettivi e preparerà il quadro per il periodo successivo al 2030.

Cos’è il Decennio digitale e cosa chiede alle imprese?

Il programma è stato istituito dalla decisione (UE) 2022/2481 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022, in vigore dall’8 gennaio 2023. Fissa obiettivi su quattro fronti: competenze digitali, infrastrutture, trasformazione digitale delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici.

Per le imprese gli obiettivi al 2030 sono tre:

  • adozione delle tecnologie: il 75% delle imprese dell’UE usa cloud, AI o big data;
  • imprese in ritardo: oltre il 90% delle PMI raggiunge almeno un livello base di intensità digitale;
  • innovatori: raddoppiare il numero di unicorni dell’UE, cioè le giovani imprese tecnologiche valutate oltre un miliardo di dollari.

L’intensità digitale è un indicatore che conta quante attività digitali svolge un’impresa su un elenco di dodici: il livello base corrisponde ad almeno quattro. Gli obiettivi riguardano l’Unione e gli Stati membri, che li perseguono con tabelle di marcia nazionali aggiornate ogni due anni. La Commissione misura i progressi con una relazione annuale, pubblicata dal 2023.

A che punto è l’Europa secondo la relazione 2026?

L’allegato 1 della relazione esamina i singoli indicatori e stima dove arriverà l’UE nel 2030 se il ritmo resta quello attuale:

  • PMI con intensità digitale di base: dal 57,90% del 2023 al 71,38% del 2025. L’obiettivo dovrebbe essere raggiunto e superato.
  • Almeno una tra cloud, analisi dei dati e AI: dal 54,7% del 2023 al 63,20% del 2025. Nel 2030 si arriverebbe al 71,5%, sotto il 75%.
  • Intelligenza artificiale: dal 13,5% del 2024 a quasi il 20,0% del 2025. Nel 2030 la userebbe il 54,28% delle imprese, pari al 72% dell’obiettivo.
  • Cloud: dal 38,97% del 2023 al 46,69% del 2025, con circa l’81% dell’obiettivo raggiunto entro il 2030.
  • Analisi dei dati: dal 33,25% del 2023 al 39,85% del 2025. Nel 2030 la userebbe solo il 51,9% delle imprese.

La Commissione sottolinea che nel 2025 l’adozione dell’AI è cresciuta del 48% rispetto all’anno precedente, e chiede agli Stati membri di sostenere l’uso di cloud, AI e analisi dei dati da parte delle imprese, anche facilitando l’accesso delle PMI a servizi cloud sicuri, aperti ed efficienti.

Dove si trova l’Italia?

Il rapporto sintetico sull’Italia, allegato alla relazione, mette a confronto i dati italiani del 2025 con la media europea:

  • PMI con intensità digitale almeno di base: 79,5% (UE 71,4%);
  • cloud: 68,1% (UE 46,7%);
  • analisi dei dati: 42,7% (UE 39,9%);
  • almeno una tra cloud, analisi dei dati e AI: 77,9% (UE 63,2%);
  • intelligenza artificiale: 16,4%, dall’8,2% del 2024 (UE 20,0%).

ISTAT esprime gli stessi dati come grado di raggiungimento degli obiettivi: l’Italia è all’88,3% del traguardo per le PMI, al 90,7% per il cloud, al 56,9% per l’analisi dei dati e al 21,9% per l’AI. Per la Commissione l’adozione dell’AI in Italia cresce rapidamente ma resta sotto il potenziale, soprattutto nelle PMI, e sono ancora troppo poche le PMI con un’intensità digitale molto alta. Il rapporto conta inoltre 13 unicorni italiani nel 2025.

Cosa raccomanda la Commissione all’Italia

  • rendere operativo il quadro nazionale di governance dell’AI, sostenendo l’adozione da parte delle imprese, in particolare delle PMI;
  • promuovere casi d’uso dell’AI in settori strategici come manifattura e robotica;
  • rafforzare i centri di eccellenza sull’AI e mantenere legami forti con l’industria;
  • aumentare gli specialisti ICT, la cui carenza è definita una debolezza strutturale, e colmare il divario nelle competenze digitali di base.

Perché questi obiettivi riguardano anche una PMI

Il Decennio digitale non impone obblighi alle singole imprese, ma orienta le politiche pubbliche: tabelle di marcia nazionali, incentivi e programmi di sostegno nascono per avvicinare questi traguardi. La Commissione osserva che quasi metà dei finanziamenti pubblici previsti nelle tabelle di marcia nazionali si esaurirà entro la fine del 2026 e chiede agli Stati di aggiornarle, allineandole meglio al prossimo bilancio pluriennale dell’UE. Per le imprese vuol dire che i sostegni dei prossimi anni dipenderanno da queste scelte.

C’è poi un messaggio più pratico. In Italia cloud e digitalizzazione di base sono già più diffusi che nella media europea: molte imprese hanno gestionali, servizi in cloud e dati su cui l’AI può appoggiarsi. Il ritardo sull’AI, quindi, non sembra dipendere dalla mancanza di basi digitali, ma dal passo successivo: usarle per automatizzare e analizzare.

Da dove partire

  1. Fai l’inventario. Elenca i servizi cloud, i gestionali e le fonti di dati che usi già: sono la base su cui costruire.
  2. Collega i dati prima dell’AI. In Europa l’analisi dei dati è l’indicatore con la proiezione più bassa al 2030. Integrare gestionale, CRM e sito è spesso il primo passo: con Ecosystem sviluppiamo software su misura e integrazioni tra sistemi.
  3. Scegli un primo uso dell’AI. Meglio un processo concreto e misurabile, come le risposte ai clienti o la lettura di documenti, che una sperimentazione generica.
  4. Investi sulle competenze. Per l’Italia la Commissione definisce la carenza di specialisti ICT una debolezza strutturale: una formazione sull’AI per il personale è il modo più diretto per colmarla.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

Cosa prevede il Decennio digitale 2030 per le imprese?

Prevede che entro il 2030 il 75% delle imprese dell’UE usi cloud, intelligenza artificiale o big data, che oltre il 90% delle PMI raggiunga almeno un livello base di intensità digitale e che raddoppi il numero di unicorni europei.

Le imprese sono obbligate a raggiungere questi obiettivi?

No. Gli obiettivi riguardano l’Unione e gli Stati membri, che li perseguono con tabelle di marcia nazionali e politiche di sostegno. Non creano obblighi diretti per le singole aziende, ma orientano incentivi e programmi pubblici.

A che punto è l’Italia sull’intelligenza artificiale?

Nel 2025 usa l’AI il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 20,0% della media UE. Rispetto all’obiettivo del 75%, ISTAT calcola un grado di raggiungimento del 21,9%.

Gli obiettivi del Decennio digitale possono cambiare?

Sì. La Commissione ha annunciato che nel 2027 rivedrà alcuni obiettivi del programma, anche sulla base di una consultazione pubblica, e preparerà il quadro per il periodo successivo al 2030.

Fonti

Dall’articolo alla pratica

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