Tutti gli articoli
Tecnologia7 min di lettura

llms.txt e dati strutturati: rendere il sito leggibile dalle AI

llms.txt e dati strutturati: cos’è la proposta llms.txt, cosa dice Google sulle funzioni AI della Ricerca e quali dati schema.org servono davvero a una PMI.

llms.txt è una proposta per pubblicare un file di testo che riassume il sito per i modelli linguistici e gli agenti AI; i dati strutturati schema.org descrivono in modo standard chi sei, dove sei e cosa offri. Google precisa che la Ricerca non usa llms.txt e che per AI Overview e AI Mode non serve alcun markup speciale. Per farsi leggere da ChatGPT, Gemini o Perplexity la base resta un sito chiaro e coerente; llms.txt è un’aggiunta facoltativa.

In breve

  • La proposta llms.txt è del 3 settembre 2024, firmata da Jeremy Howard, ed è aperta ai contributi della comunità: non è uno standard ufficiale.
  • Nella guida aggiornata a luglio 2026 Google scrive che per comparire nella Ricerca non servono file per l’AI, markup o pagine in Markdown, e che la Ricerca Google non li usa.
  • Chrome Lighthouse ha una categoria sperimentale per gli agenti che navigano i siti e controlla anche llms.txt; un file assente non è un errore.
  • schema.org è usato da oltre 45 milioni di domini (dato 2024); Google consiglia il formato JSON-LD e chiede che i dati corrispondano al testo visibile.

Cos’è llms.txt e come è fatto

L’idea, pubblicata su llmstxt.org, è semplice: mettere nella radice del sito, o in una sua sezione, un file chiamato /llms.txt, scritto in Markdown, che spiega in poche righe cos’è il sito e dove trovare le informazioni più importanti. Serve a un agente AI che deve usare il sito in quel momento, senza leggere ogni pagina con menu, banner e script.

La struttura prevista è questa:

  • un titolo H1 con il nome del sito o del progetto, l’unico elemento obbligatorio;
  • un breve riassunto in forma di citazione;
  • eventuali sezioni con elenchi di link alle pagine chiave, ciascuno con una nota facoltativa;
  • una sezione «Optional» per le informazioni secondarie, che si possono saltare.

La proposta suggerisce anche una versione Markdown delle pagine principali allo stesso indirizzo, con l’estensione .md. E distingue i ruoli: robots.txt dice ai programmi automatici cosa possono visitare, la sitemap.xml elenca le pagine indicizzabili, llms.txt offre una sintesi da consultare al bisogno. Secondo il sito della proposta, OpenAI, Anthropic e il team di Gemini pubblicano un llms.txt per la propria documentazione per sviluppatori.

Google usa llms.txt?

Per la Ricerca la risposta ufficiale è no. Nella guida all’ottimizzazione per le funzioni di AI generativa, aggiornata a luglio 2026, Google elenca le cose che non servono:

  • creare file leggibili dalle macchine, file di testo per l’AI, markup o pagine in Markdown;
  • spezzare i contenuti in piccoli blocchi perché l’AI li capisca meglio: non esiste una lunghezza ideale della pagina;
  • scrivere in un modo particolare solo per la ricerca con AI.

Il quadro cambia se si guarda al browser. Lighthouse, lo strumento di Chrome per analizzare le pagine, ha una categoria Agentic Browsing, dichiaratamente sperimentale e basata su standard proposti, che valuta quanto un sito è adatto all’interazione con agenti automatici. Tra i controlli c’è llms.txt: Lighthouse segnala un problema solo se il server risponde con un errore, mentre un file assente risulta «non applicabile», perché per ora è facoltativo. Secondo la documentazione di Chrome, senza questo file gli agenti possono impiegare più tempo a capire la struttura del sito.

In sintesi: llms.txt non porta posizioni su Google, ma può aiutare gli agenti che consultano il sito. Prepararlo richiede poco lavoro; l’importante è che sia coerente con il sito e aggiornato.

Dati strutturati: cosa sono e perché restano utili

I dati strutturati sono, nella definizione di Google, un formato standard per fornire informazioni su una pagina e classificarne il contenuto. Il vocabolario più usato è schema.org, un progetto collaborativo e aperto alla comunità che crea e mantiene questi schemi: secondo il sito del progetto, nel 2024 oltre 45 milioni di domini lo usavano. Si può scrivere in JSON-LD, Microdata o RDFa; Google consiglia JSON-LD quando il sito lo permette.

Per le funzioni AI Google è esplicita: i dati strutturati non sono obbligatori e non c’è un markup schema.org speciale da aggiungere. Consiglia comunque di continuare a usarli, perché aiutano a essere idonei ai risultati avanzati, e chiede che corrispondano al testo visibile sulla pagina. Le linee guida generali vanno nella stessa direzione: non bisogna marcare informazioni che l’utente non vede, anche se sono vere.

Per un’attività locale il tipo di riferimento è LocalBusiness, da usare nel sottotipo più specifico possibile (ad esempio Restaurant per un ristorante). Secondo la documentazione di Google le proprietà obbligatorie sono nome e indirizzo; tra quelle consigliate ci sono telefono, orari di apertura, URL della sede, coordinate, fascia di prezzo e, per la ristorazione, il link al menu. Le proprietà sulle recensioni sono indicate per i siti che raccolgono recensioni su altre attività. Il controllo si fa con il Test dei risultati avanzati di Google.

E ChatGPT, Gemini e Perplexity?

Ogni assistente legge il web con i propri sistemi e le proprie regole, e nessuna delle fonti ufficiali consultate promette che un file o un markup garantisca di essere citati. Il denominatore comune è pratico: contenuti in testo HTML accessibile, titoli chiari, informazioni coerenti tra sito, scheda Google e altri profili, pagine che si caricano senza errori.

Per i sistemi di Google esiste anche un controllo dedicato: la documentazione di Search Central rimanda a Google-Extended per limitare l’uso dei contenuti nell’addestramento e nel grounding dell’AI in altri sistemi Google. Per gli altri servizi conviene verificare nella loro documentazione quali crawler usano e controllare che il robots.txt non li blocchi per errore.

Cosa fare adesso

  1. Parti dalle basi: pagine dei servizi in testo, titoli chiari, indirizzo, orari e contatti visibili.
  2. Controlla robots.txt e CDN: non devono bloccare Googlebot né, se vuoi essere letto da altri assistenti, i loro crawler.
  3. Aggiungi i dati strutturati in JSON-LD: LocalBusiness o Organization con nome, indirizzo, telefono e orari identici al testo e al Profilo dell’attività su Google, poi verifica con il Test dei risultati avanzati.
  4. Se vuoi, pubblica un llms.txt: un H1 con il nome dell’azienda, un riassunto di due righe e un elenco di link a servizi, condizioni, contatti e domande frequenti.
  5. Aggiorna tutto insieme: un orario cambiato sul sito ma non nei dati strutturati o nel llms.txt crea informazioni contraddittorie.

Un sito curato con continuità rende più semplice tenere allineate queste informazioni: Dynamic Website è il sito aggiornato ogni mese con l’assistente digitale ADI integrato, che risponde solo con le informazioni approvate dall’azienda. Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

llms.txt migliora il posizionamento su Google?

No. Google dichiara che la Ricerca non usa llms.txt e che non servono file speciali per comparire in AI Overview o AI Mode. Il file può essere utile agli agenti AI che consultano il sito, ma non è un fattore di ranking.

Dove va pubblicato il file llms.txt?

Secondo la proposta va nella radice del sito, all’indirizzo /llms.txt, oppure in una sottocartella per coprire solo quella sezione. È un file Markdown in cui l’unico elemento obbligatorio è un titolo H1 con il nome del sito.

Servono dati strutturati speciali per AI Overview e AI Mode?

No. Google scrive che non sono obbligatori per la ricerca con AI generativa e che non esiste un markup schema.org speciale. Restano utili per i risultati avanzati.

Quali dati strutturati servono a un’attività locale?

Il tipo adatto è LocalBusiness, nel sottotipo più specifico. Google indica come obbligatori nome e indirizzo e consiglia telefono, orari, URL della sede, coordinate e fascia di prezzo; per i ristoranti anche il link al menu.

Fonti

Dall’articolo alla pratica

Vuoi vedere l’AI al lavoro nella tua azienda?

Rispondi a quattro domande: ti richiamiamo con una demo di AVI addestrata sui tuoi servizi.

Progetta il tuo AVI