Google non penalizza un testo perché è stato scritto con l’intelligenza artificiale: le regole di Search Central sui contenuti scritti con l’AI guardano alla qualità, non allo strumento. È invece spam produrre molte pagine per manipolare il posizionamento senza dare valore a chi legge, con l’AI o senza. Per una PMI l’AI può essere un ottimo aiuto alla scrittura, a patto che ogni testo sia verificato, originale e utile.
In breve
- 8 febbraio 2023: Google chiarisce che l’uso appropriato dell’AI o dell’automazione non è contrario alle sue linee guida.
- 5 marzo 2024: nasce la norma contro l’abuso di contenuti su larga scala, che vale sia per i testi automatici sia per quelli scritti da persone.
- Le norme antispam, aggiornate ad agosto 2026, citano espressamente l’uso di strumenti di AI generativa per creare molte pagine senza valore aggiunto.
- Le indicazioni sull’AI generativa, aggiornate a ottobre 2026, chiedono la verifica manuale di fatti e metadati; per chi vende con Merchant Center, le immagini create con l’AI devono avere i metadati IPTC.
Google penalizza i testi scritti con l’AI?
No, e lo ha scritto in modo esplicito. Nel post del febbraio 2023 dedicato ai contenuti generati con l’AI, Google spiega che i suoi sistemi premiano contenuti originali e di qualità comunque siano prodotti. Nelle domande frequenti dello stesso post si legge che usare l’AI non dà vantaggi particolari: è solo contenuto. Se è utile, originale e affidabile può andare bene nella Ricerca, altrimenti no.
Il criterio di riferimento è E-E-A-T: esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. Nella pagina sui contenuti utili Google precisa che E-E-A-T non è di per sé un fattore di ranking, ma descrive ciò che i sistemi cercano di premiare, e che tra questi aspetti il più importante è l’affidabilità.
Lo stesso post del 2023 fissa anche il confine: usare l’automazione, AI compresa, con lo scopo principale di manipolare il posizionamento nei risultati è una violazione delle norme sullo spam.
Cos’è l’abuso di contenuti su larga scala
Dal marzo 2024 Google usa una definizione precisa: c’è abuso di contenuti su larga scala quando molte pagine vengono generate soprattutto per manipolare il posizionamento e non per aiutare gli utenti. Di solito si tratta di grandi quantità di contenuti poco originali e di scarso valore, a prescindere da come vengono creati: con l’automazione, con il lavoro di persone o con un misto dei due.
Tra gli esempi elencati nelle norme antispam ci sono:
- usare strumenti di AI generativa per generare molte pagine senza aggiungere valore per gli utenti;
- copiare feed, risultati di ricerca o altri contenuti, anche trasformandoli con sinonimi o traduzioni automatiche;
- cucire insieme testi presi da pagine diverse senza aggiungere nulla;
- creare più siti per nascondere la natura in serie dei contenuti;
- creare pagine che per un lettore hanno poco senso ma contengono parole chiave.
Le conseguenze possono essere un posizionamento più basso o l’esclusione dai risultati; in caso di azione manuale, il titolare del sito riceve una notifica in Search Console e può chiedere un riesame. Un rischio tipico per una PMI sono le pagine «servizio + città» prodotte in serie: immagina un’impresa di pulizie che pubblica duecento pagine identiche cambiando solo il nome del comune. Nella guida del 2026 Google scrive che produrre in massa pagine per varianti di ricerca allo scopo di manipolare il ranking o le risposte AI viola proprio questa norma, e che un gran numero di pagine non rende un sito migliore.
Chi, come e perché: le domande da farsi
Nella pagina sui contenuti utili, affidabili e pensati per le persone, Google propone tre domande per valutare un contenuto, che valgono con o senza AI.
- Chi l’ha creato: deve essere chiaro, per esempio con una firma che porti a informazioni sull’autore, quando il lettore se lo aspetta.
- Come è stato creato: se l’automazione o l’AI hanno avuto un ruolo sostanziale, conviene dirlo quando un lettore potrebbe chiedersi come è stato fatto. Indicare l’AI come autore, secondo Google, non è il modo migliore per farlo.
- Perché è stato creato: la risposta deve essere per aiutare le persone, non per attirare traffico dai motori di ricerca.
La stessa pagina indica alcuni segnali d’allarme, come usare un’automazione estesa per produrre contenuti su molti argomenti o riassumere ciò che dicono altri senza aggiungere valore. E chiede l’opposto: informazioni originali, analisi propria, una trattazione completa, qualcosa in più dell’ovvio.
Accuratezza, immagini e schede prodotto
Le indicazioni di Google sull’uso dell’AI generativa nei siti ricordano un limite tecnico: i modelli generativi non recuperano fatti, ma prevedono una sequenza probabile di parole. Per questo è fondamentale verificare a mano i fatti e rivedere tutto ciò che è generato con l’AI, metadati compresi.
Google suggerisce di spiegare come sono stati creati i contenuti automatici, anche con i metadati delle immagini. Per i siti di e-commerce valgono poi due regole di Merchant Center:
- le immagini create con l’AI devono contenere i metadati IPTC, con il campo DigitalSourceType impostato su TrainedAlgorithmicMedia;
- in Merchant Center i dati di prodotto creati con l’AI devono essere indicati a parte ed etichettati come generati con l’AI.
Google rimanda anche alle linee guida per i valutatori della qualità, che trattano l’abuso di contenuti su larga scala e i contenuti fatti con poco impegno e scarso valore aggiunto; queste linee guida, precisa, non determinano direttamente il ranking. La guida per le funzioni AI aggiunge un criterio utile: evitare i contenuti «commodity», basati su conoscenze comuni che un modello di AI potrebbe produrre facilmente.
Cosa fare adesso: un metodo di lavoro sicuro
- Parti da ciò che sai solo tu: domande reali dei clienti, procedure, tempi, prezzi indicativi, errori da evitare.
- Usa l’AI come assistente per scalette, prime bozze, riformulazioni e controllo della chiarezza, non per riempire il sito.
- Verifica ogni fatto e ogni numero su una fonte e fai rileggere il testo a chi conosce l’argomento.
- Pubblica meno pagine, ma complete: una buona pagina per servizio vale più di decine di varianti quasi uguali.
- Fai pulizia: le pagine generate in serie che non aiutano nessuno vanno migliorate o accorpate; se restano senza valore, le norme di Google chiedono di escluderle dalla Ricerca.
- Dichiara l’uso dell’AI dove un lettore potrebbe chiederselo e aggiungi i metadati IPTC alle immagini generate.
- Forma chi scrive: usare bene l’AI è una competenza, ed è uno dei temi dei percorsi di formazione sull’AI per le aziende.
Informazioni aggiornate a ottobre 2026.
Domande frequenti
Google penalizza i testi scritti con ChatGPT o altri strumenti di AI?
Non per il solo fatto che sono scritti con l’AI: Google valuta qualità, originalità e utilità. Penalizza invece i contenuti prodotti in serie per manipolare il posizionamento, che siano generati con l’AI o scritti da persone.
Devo dichiarare che un articolo è stato scritto con l’AI?
Google consiglia di spiegarlo quando un lettore potrebbe ragionevolmente chiedersi come è stato creato il contenuto, soprattutto se l’AI ha avuto un ruolo sostanziale. Sconsiglia invece di indicare l’AI come autore. Per le immagini generate con l’AI suggerisce di aggiungere i metadati, che in Merchant Center sono obbligatori (IPTC).
Quante pagine si possono pubblicare con l’AI senza rischi?
Non esiste un numero: Google guarda allo scopo e al valore, non alla quantità. Nella guida del 2026 scrive che un gran numero di pagine non rende un sito più di qualità o più pertinente. Il rischio nasce quando molte pagine simili servono solo a intercettare ricerche.
Le pagine «servizio + città» sono vietate?
Non in sé. Per le regole di Google il problema nasce quando sono prodotte in massa, quasi identiche e senza informazioni utili per chi vive in quella zona. Una pagina che descrive davvero il servizio offerto in un’area, con tempi e condizioni reali, è un contenuto utile.
Fonti
- Google Search Central Blog, «Google Search’s guidance about AI-generated content», 8 febbraio 2023
- Google Search Central Blog, «What web creators should know about our March 2024 core update and new spam policies», 5 marzo 2024
- Google Search Central, «Spam policies for Google web search», aggiornata il 28 agosto 2026
- Google Search Central, «Creating helpful, reliable, people-first content», aggiornata il 5 ottobre 2026
- Google Search Central, «Indicazioni della Ricerca Google sull’utilizzo nel tuo sito web di contenuti creati con l’AI generativa», aggiornata il 7 ottobre 2026
- Google Search Central, «Google’s Guide to Optimizing for Generative AI Features on Google Search», aggiornata il 10 luglio 2026
