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AI nelle imprese europee: i dati Eurostat 2025 e l’Italia

AI nelle imprese europee: per Eurostat nel 2025 la usa il 20,0% delle aziende UE con almeno 10 addetti, l’Italia è al 16,4%. Paesi, dimensioni e ostacoli.

Secondo Eurostat, nel 2025 il 20,0% delle imprese dell’Unione europea con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 13,5% del 2024. L’Italia è al 16,4%: sotto la media UE, dietro Germania, Spagna e Francia, lontana dai Paesi nordici. Ecco cosa dicono i dati europei più recenti sull’AI nelle imprese, dove si concentra il ritardo italiano e cosa ne può ricavare una PMI.

In breve

  • Media UE 2025: 20,0% delle imprese con almeno 10 addetti usa l’AI (13,5% nel 2024, 8,1% nel 2023).
  • Italia: 16,4%; Germania 26,0%, Spagna 20,3%, Francia 18,2%.
  • In testa Danimarca (42,0%), Finlandia (37,8%) e Svezia (35,0%); in fondo Romania (5,2%) e Polonia (8,4%).
  • Piccole imprese: UE 17,0%, Italia 14,2%. Grandi imprese: UE 55,0%, Italia 53,1%.

Quante imprese europee usano l’intelligenza artificiale?

Il dato viene dall’indagine europea sull’uso delle tecnologie digitali nelle imprese, che in Italia è condotta da ISTAT. L’indicatore conta le imprese con almeno 10 addetti che usano almeno una tecnologia di AI tra queste: analisi del testo scritto, generazione di testi, parlato o codice, generazione di immagini, video o audio, riconoscimento vocale, machine learning, riconoscimento di immagini, automazione dei flussi di lavoro, robot e veicoli autonomi.

Nel 2025 la quota europea è salita al 20,0%, con un aumento di 6,5 punti percentuali in un anno. Nel 2023 era all’8,1% e nel 2021 al 7,7%: quasi tutta la crescita si è concentrata negli ultimi due anni.

Le tecnologie più usate sono l’analisi del testo scritto (11,8% delle imprese) e la generazione di immagini, video o audio, seguite dalla generazione di testi o parlato (8,8%) e dal riconoscimento vocale (7,2%). La crescita più forte rispetto al 2024 riguarda proprio l’analisi del testo (+4,9 punti) e la generazione di linguaggio (+3,4 punti).

Dove si colloca l’Italia nella classifica europea?

Con il 16,4% l’Italia resta sotto la media europea del 20,0%. Davanti ci sono i grandi Paesi con cui ci confrontiamo più spesso: Germania (26,0%), Spagna (20,3%) e Francia (18,2%). Più in alto ancora Belgio (34,5%), Lussemburgo (33,6%), Paesi Bassi (33,2%) e Austria (30,0%). In fondo alla classifica ci sono Romania (5,2%) e Polonia (8,4%).

Il ritmo di crescita italiano è comunque sostenuto: secondo ISTAT la quota è passata dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025. Nell’UE, nello stesso periodo, i progressi maggiori li hanno registrati Danimarca (+14,5 punti), Finlandia (+13,5) e Lituania (+12,5). In 26 Paesi su 27 la quota è aumentata rispetto al 2024.

Il ritardo italiano è nelle piccole e medie imprese

Il confronto per dimensione è il dato più utile per chi guida una PMI. L’Italia è sotto la media europea in tutte le classi:

  • piccole imprese (10-49 addetti): 14,2% contro 17,0%;
  • medie imprese (50-249 addetti): 27,6% contro 30,4%;
  • grandi imprese (250 addetti e oltre): 53,1% contro 55,0%.

La distanza tra una piccola e una grande impresa è però molto più ampia di quella tra Italia ed Europa. In altre parole, sull’adozione dell’AI la dimensione dell’impresa pesa più del Paese in cui opera: è un dato da tenere presente prima di confrontarsi con le medie nazionali.

Lo stesso vale per i settori. In Europa l’AI è più diffusa nei servizi di informazione e comunicazione (62,52%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (40,43%); tutti gli altri settori restano sotto il 25%, con le costruzioni in fondo (10,79%). In Italia l’ordine è simile: 51,3% nell’informazione e comunicazione, 35,7% nelle attività professionali, 10,4% nelle costruzioni.

Per cosa usano l’AI le imprese europee?

Tra le imprese europee che usano l’AI, il 34,70% la impiega per marketing o vendite e il 31,05% per l’organizzazione dei processi amministrativi o la gestione. La logistica è l’ambito meno frequente. Nelle grandi imprese gli usi principali sono la sicurezza informatica (47,51%) e l’amministrazione (43,38%).

In Italia le proporzioni sono simili: tra le imprese che usano l’AI, il 33,1% la impiega in marketing o vendite, il 25,7% nell’amministrazione e nella gestione e il 20,0% in ricerca e sviluppo. Sono attività in cui si lavora molto con testi, richieste e documenti: il terreno naturale delle tecnologie più diffuse.

Perché molte imprese non la usano?

Tra le imprese europee che nel 2025 non usavano l’AI, il 14,21% aveva valutato di farlo: il 36,54% delle grandi, il 22,26% delle medie e il 12,65% delle piccole. Per chi l’ha presa in considerazione senza adottarla, il motivo principale è la mancanza di competenze, indicata da oltre sette imprese su dieci. Seguono la poca chiarezza sulle conseguenze legali e i timori per la protezione dei dati e della privacy.

Il quadro italiano è coerente: secondo ISTAT, tra le imprese che hanno valutato l’AI senza adottarla, il 58,6% indica la mancanza di competenze e il 47,3% l’incertezza normativa. Il problema delle competenze, quindi, non è solo italiano: è il primo freno in tutta Europa.

Da dove partire

  1. Confrontati con le imprese della tua dimensione. Per una piccola impresa il riferimento è il 14,2% italiano e il 17,0% europeo, non il 55,0% delle grandi aziende.
  2. Parti dagli usi più diffusi. Marketing, vendite e amministrazione sono gli ambiti in cui l’AI viene usata più spesso in tutta Europa: scegli lì il primo processo da migliorare, ad esempio le risposte ai clienti o la gestione delle email.
  3. Affronta subito le competenze. È l’ostacolo numero uno ovunque. Una formazione sull’AI per il personale aiuta a usare bene gli strumenti e a riconoscerne i limiti.
  4. Chiarisci gli aspetti legali. Per l’incertezza normativa, il primo passo è capire cosa chiede l’AI Act a chi usa assistenti e chatbot: trovi una sintesi in AI Act per le PMI.
  5. Proteggi i dati fin dall’inizio. Decidi quali informazioni possono essere usate dagli strumenti di AI e verifica dove vengono trattate.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

Quante imprese europee usano l’intelligenza artificiale?

Secondo Eurostat, nel 2025 il 20,0% delle imprese dell’UE con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di AI. Nel 2024 la quota era del 13,5% e nel 2023 dell’8,1%.

Quale Paese europeo usa di più l’AI nelle imprese?

La Danimarca, con il 42,0% delle imprese con almeno 10 addetti, seguita da Finlandia (37,8%) e Svezia (35,0%). Le quote più basse sono quelle di Romania (5,2%) e Polonia (8,4%).

L’Italia è sopra o sotto la media europea?

Sotto. Nel 2025 usa l’AI il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 20,0% della media UE. Il ritardo riguarda tutte le classi di dimensione: 14,2% contro 17,0% nelle piccole imprese, 27,6% contro 30,4% nelle medie, 53,1% contro 55,0% nelle grandi.

Quando arriveranno i nuovi dati Eurostat sull’AI nelle imprese?

Eurostat ha programmato il prossimo aggiornamento della sua scheda sull’uso dell’AI nelle imprese per dicembre 2026. Fino ad allora i dati più recenti restano quelli relativi al 2025.

Fonti

Dall’articolo alla pratica

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