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AI generativa e lavoro: cosa dice lo studio ILO sulle mansioni

AI generativa e lavoro: cosa dice lo studio ILO sull’esposizione delle mansioni e cosa cambia per segreteria, assistenza clienti e amministrazione in una PMI.

Secondo l’indice globale dell’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro, circa un lavoratore su quattro nel mondo svolge una professione con un certo grado di esposizione all’AI generativa, e nei paesi ad alto reddito la quota sale al 34%. Le mansioni più esposte sono quelle impiegatizie, come segreteria, inserimento dati e contabilità. Per l’ILO l’esito più probabile è la trasformazione del lavoro, non la sua scomparsa: per una PMI la domanda giusta non è «chi sostituire», ma «quali compiti cambiano».

In breve

  • Il 20 maggio 2025 l’ILO e l’istituto di ricerca polacco NASK hanno pubblicato l’indice aggiornato sull’AI generativa: il 25% dell’occupazione mondiale è in professioni potenzialmente esposte, il 34% nei paesi ad alto reddito.
  • Solo il 3,3% dell’occupazione mondiale rientra nella fascia di esposizione più alta, e gli impiegati amministrativi restano il gruppo più esposto.
  • Le donne sono più esposte: nei paesi ad alto reddito è esposto il 41% dell’occupazione femminile, contro il 28% di quella maschile, e le analisi ILO del 2026 confermano il divario.
  • Gli indicatori di esposizione, avverte l’ILO, sono segnali precoci di dove il lavoro può cambiare, non previsioni di posti persi.

Cosa misura lo studio ILO sull’AI generativa

Lo studio di riferimento è il working paper n. 140 «Generative AI and Jobs: A Refined Global Index of Occupational Exposure», realizzato dall’ILO con NASK, l’istituto nazionale di ricerca legato al ministero polacco per gli affari digitali. Aggiorna una prima stima del 2023 e fotografa la situazione all’inizio del 2025.

Il concetto chiave è l’esposizione: quanto i compiti di una professione potrebbero essere svolti, o aiutati, da un sistema di AI generativa. Per stimarla i ricercatori hanno analizzato quasi 30.000 compiti descritti nelle classificazioni delle professioni, combinando un’indagine tra lavoratori, la revisione di esperti internazionali e punteggi assistiti dall’AI, poi collegati ai dati sull’occupazione dell’ILO.

Le professioni sono divise in quattro livelli di esposizione. Il livello più alto raccoglie le occupazioni in cui quasi tutti i compiti hanno punteggi elevati e simili tra loro. Nei livelli più bassi convivono compiti molto esposti e compiti che restano saldamente umani, ed è lì che si trova la maggior parte dei lavoratori coinvolti.

Quali mansioni sono più esposte all’AI generativa

Gli impiegati d’ufficio e di supporto amministrativo restano il gruppo più esposto. Nel livello più alto compaiono soprattutto mansioni impiegatizie: addetti all’inserimento dati, dattilografi e addetti alla videoscrittura, addetti alla contabilità, impiegati d’ufficio generici. Tra le occupazioni impiegatizie molto esposte lo studio cita anche le segretarie amministrative.

Il motivo è concreto. Nella sintesi dell’ILO si legge che compiti come prendere appunti durante le riunioni o fissare appuntamenti possono trarre un grande beneficio dal supporto dell’AI generativa. Rispetto al 2023 è cresciuta anche l’esposizione di alcune professioni molto digitalizzate, come sviluppatori web e multimediali e specialisti di statistica e banche dati, perché i modelli sono diventati multimodali e capaci di svolgere sequenze di azioni in autonomia.

Trasformazione, non sostituzione: cosa significa davvero

Il messaggio centrale dell’ILO è che l’effetto maggiore dell’AI generativa è trasformare il lavoro. Pochissime professioni sono fatte solo di compiti automatizzabili: quasi tutte includono attività che richiedono una persona, come capire una situazione, decidere o gestire un rapporto.

Questo non significa che non cambierà nulla. Gli autori precisano che l’esposizione non coincide con l’impatto reale sull’occupazione: una maggiore efficienza può comunque ridurre la domanda di lavoro in alcune mansioni. Anche la qualità del lavoro dipende dalle scelte dell’azienda: la tecnologia può liberare tempo per attività più qualificate oppure standardizzare i processi e ridurre l’autonomia delle persone.

Cosa hanno aggiunto le analisi ILO del 2026

  • Genere (brief di marzo 2026): circa il 29% delle occupazioni a prevalenza femminile è esposto all’AI generativa, contro il 16% di quelle a prevalenza maschile. Nella fascia più esposta il rapporto è 16% contro 3%, perché le donne sono più presenti in ruoli come segreteria, reception, paghe e contabilità.
  • Divario digitale (working paper n. 166, scritto con economisti della Banca Mondiale, marzo 2026): nei paesi ad alto reddito è esposto circa il 30–32% dell’occupazione, contro il 10–15% nei paesi a basso reddito.
  • Come leggere gli indicatori (brief di aprile 2026): le stime descrivono i compiti in modo statico, non tengono conto della convenienza economica né dei vincoli all’adozione e misurano cosa l’AI potrebbe fare, non cosa accadrà.
  • Rapporto del Direttore generale alla Conferenza internazionale del lavoro (maggio 2026): le posizioni junior e di ingresso nei settori digitalizzati sono particolarmente esposte, e l’alfabetizzazione sull’AI, che comprende limiti, distorsioni e rischi per la privacy, diventa una competenza essenziale.

Cosa significa per segreteria, assistenza e amministrazione in una PMI

Lo stesso ragionamento si può applicare in piccolo. Immagina uno studio professionale con due persone in segreteria: rispondono al telefono, fissano e spostano appuntamenti, smistano email, preparano preventivi standard, archiviano documenti. Alcuni di questi compiti sono ripetitivi e ben codificati, altri richiedono giudizio e capacità di relazione.

  • Segreteria: agenda, promemoria, verbali e risposte alle domande frequenti sono i compiti più esposti. Restano alle persone le eccezioni, i clienti in difficoltà e la scelta delle priorità.
  • Assistenza clienti: orari, stato di un ordine, documenti da portare sono richieste che un assistente digitale può gestire con informazioni approvate. Reclami, casi particolari e decisioni commerciali richiedono una persona.
  • Amministrazione: inserimento dati, controllo di documenti e prime bozze di comunicazioni si prestano al supporto dell’AI, sempre con una verifica umana prima di qualsiasi invio o registrazione.

Il lavoro, in pratica, si sposta: meno tempo sui compiti ripetitivi, più tempo su controllo, relazione e problemi che non hanno una risposta standard. Serve una scelta organizzativa, non solo uno strumento.

Cosa fare adesso

  1. Mappa i compiti, non i ruoli. Per ogni posizione elenca le attività della settimana e il tempo che richiedono.
  2. Dividili in tre gruppi: da automatizzare, da svolgere con il supporto dell’AI, da lasciare alle persone.
  3. Coinvolgi chi fa quel lavoro. L’ILO insiste sul dialogo e sulla consultazione nei luoghi di lavoro: chi svolge un compito ogni giorno sa dove l’AI aiuta e dove crea problemi.
  4. Forma le persone sull’uso corretto degli strumenti, sui loro limiti e sulla protezione dei dati: è il tema dei nostri percorsi di formazione sull’AI per le aziende.
  5. Parti da un solo processo e misura il prima e il dopo. Per le richieste ripetitive dei clienti, un assistente come ADI risponde solo con le informazioni approvate dall’azienda e passa la conversazione a una persona quando serve.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

L’AI generativa farà sparire i lavori di segreteria?

Secondo l’ILO l’esito più probabile è la trasformazione delle mansioni, non la loro scomparsa, perché quasi tutte le professioni includono compiti che richiedono una persona. La segreteria resta però tra le attività più esposte: cambierà il modo di lavorare e una parte dei compiti ripetitivi passerà agli strumenti digitali.

Cosa vuol dire che una professione è «esposta» all’AI generativa?

Significa che una parte dei suoi compiti potrebbe essere svolta o aiutata dall’AI generativa. L’esposizione misura un potenziale tecnico: non dice se l’automazione conviene, se verrà adottata né quanti posti di lavoro cambieranno davvero.

Perché le donne risultano più esposte degli uomini?

Perché sono più presenti nelle occupazioni impiegatizie e amministrative, che sono le più esposte. L’ILO stima che circa il 29% delle occupazioni a prevalenza femminile sia esposto, contro il 16% di quelle a prevalenza maschile.

Lo studio ILO dà dati sull’Europa?

L’indice copre l’occupazione mondiale e presenta i risultati principali per gruppi di reddito e grandi regioni. Per l’area Europa e Asia centrale, ad esempio, risulta esposto il 39% dell’occupazione femminile contro il 26% di quella maschile.

Fonti

Dall’articolo alla pratica

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