La Legge di Bilancio 2026 ha riportato l’iperammortamento e, tra i beni agevolabili, ci sono anche software e piattaforme di intelligenza artificiale. Per molte PMI è un’occasione concreta per investire in AI con un vantaggio fiscale importante, ma le regole sono precise: non tutto quello che si chiama «AI» rientra, e alcune formule molto diffuse restano fuori. In questa guida trovi cosa prevede la misura, quali software AI possono rientrare e come muoversi senza sorprese.
Cos’è l’iperammortamento 2026 e fino a quando vale
È una maggiorazione del costo fiscale degli investimenti in beni strumentali per la trasformazione digitale, prevista dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (articolo 1, commi 427-436). In pratica l’impresa ammortizza, ai fini delle imposte sui redditi, più di quanto ha speso. Vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 da chi ha reddito d’impresa e strutture produttive in Italia.
La maggiorazione cambia in base all’importo investito:
- 180% per la parte di investimento fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la parte tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% per la parte tra 10 e 20 milioni di euro.
Un esempio ipotetico: una società che investe 100.000 euro in un software agevolabile può dedurre, negli anni di ammortamento, 280.000 euro invece di 100.000. Con l’IRES al 24%, il risparmio d’imposta in più vale circa 43.000 euro, distribuito negli anni. La maggiorazione non ha effetti sull’IRAP.
Quali software di intelligenza artificiale rientrano
I software agevolabili sono quelli elencati nell’allegato V della legge: software, sistemi e piattaforme per la trasformazione digitale dei processi, tra cui soluzioni di intelligenza artificiale e machine learning, analisi dei dati industriali, cybersecurity, gestione dell’energia e integrazione tra sistemi informatici e impianti.
Il punto decisivo è a cosa serve il software. L’agevolazione premia l’AI che entra nei processi dell’azienda: il controllo qualità che riconosce i difetti, la manutenzione predittiva che anticipa un guasto, la pianificazione che ottimizza la produzione o i consumi. Il software deve inoltre essere interconnesso con gli impianti o con il sistema informativo aziendale, cioè scambiare dati in modo automatico.
Cosa resta fuori, almeno per ora
- I servizi in cloud e in abbonamento (SaaS): i canoni non sono agevolabili, perché la misura riguarda beni acquisiti in proprietà o con licenza d’uso pluriennale. Il Governo ha dichiarato di valutare una correzione, ma al momento non c’è una norma che la preveda.
- I gestionali puramente amministrativi: contabilità, fatturazione o moduli ERP senza un legame tecnico con la produzione.
- Le applicazioni non integrate: uno strumento usato «a parte», che non dialoga con impianti o sistemi aziendali.
Molti assistenti AI per il servizio clienti, come chatbot e agenti vocali, sono servizi in cloud: oggi non rientrano. Vanno scelti per quello che fanno per l’azienda, non per il beneficio fiscale.
Come funziona la procedura con il GSE
Le comunicazioni si inviano al GSE, dalla piattaforma aperta il 12 giugno 2026 nell’area clienti del sito, con SPID o CIE. I passaggi principali sono quattro:
- Comunicazione preventiva, con gli investimenti che l’impresa intende effettuare o che ha già effettuato dal 1° gennaio 2026.
- Comunicazione di conferma, entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con il pagamento di un acconto di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
- Comunicazione di completamento, a investimento concluso e comunque entro il 15 novembre 2028, con una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile.
- Comunicazioni di monitoraggio, entro il 20 gennaio e il 30 giugno di ogni anno in cui si usa il beneficio.
Il beneficio vale dal periodo d’imposta in cui si invia la comunicazione di completamento, a condizione che i beni siano entrati in funzione. Il decreto attuativo è stato pubblicato a giugno 2026, e il vincolo di origine europea dei beni previsto all’inizio è stato eliminato in primavera, con regole a parte per i moduli fotovoltaici.
Gli errori da evitare
- Scegliere prima la tecnologia e poi verificare i requisiti. Conviene il contrario: prima il processo da migliorare e i requisiti, poi il software.
- Dare per scontato che un servizio in cloud rientri. Oggi la risposta è no.
- Sottovalutare i costi delle attestazioni. Perizia e certificazione contabile servono per ogni investimento, anche piccolo, e non sono rimborsate: sugli importi bassi pesano.
- Dimenticare l’interconnessione. Senza scambio automatico di dati con impianti o sistemi aziendali il software non è agevolabile.
Da dove partire
Fai una lista dei processi in cui l’AI può incidere davvero, come qualità, manutenzione, consumi e pianificazione, poi coinvolgi il commercialista e un perito prima di firmare. Se stai pensando a un software su misura collegato ai tuoi impianti o al gestionale di produzione, come quelli che sviluppiamo con Aimazing Ecosystem, fallo verificare fin dal progetto: è più semplice costruire un software che rispetta i requisiti che adattarlo dopo.
Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2026 e non sono una consulenza fiscale: prima di investire controlla le regole, le FAQ e i chiarimenti più recenti di MIMIT, GSE e Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti
Un chatbot o un agente vocale in cloud rientra nell’iperammortamento?
Oggi no: i canoni dei servizi in cloud e SaaS sono esclusi. Il Governo ha annunciato di valutare una modifica, ma finché non arriva una norma vale l’esclusione.
Le PMI possono accedere all’iperammortamento 2026?
Sì. La misura vale per chi ha reddito d’impresa e strutture produttive in Italia, indipendentemente da forma giuridica, settore e regime contabile. Restano escluse le imprese in liquidazione o in procedure concorsuali.
Serve sempre la perizia tecnica?
Sì. Il decreto attuativo chiede una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile per ogni investimento, senza soglie minime.
Fino a quando si può investire?
Gli investimenti devono essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028; la comunicazione di completamento va inviata entro il 15 novembre 2028.
