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Chiamate agentiche di Google: quando l’AI telefona alle aziende

Chiamate agentiche di Google: come l’AI telefona alle attività per conto dei clienti, dove funziona a ottobre 2026 e cosa preparare per chi risponde.

Le chiamate agentiche sono telefonate fatte da un’intelligenza artificiale a un’attività per conto di un cliente, per chiedere prezzi, disponibilità o fissare un appuntamento. Google le offre negli Stati Uniti dal luglio 2025 nella Ricerca, e oggi anche con l’app Gemini su alcuni smartphone. In Italia, a ottobre 2026, non risultano disponibili, ma conviene capire come funzionano: cambiano il modo in cui le aziende vengono contattate e messe a confronto.

In breve

  • 16 luglio 2025: negli Stati Uniti la Ricerca Google inizia a chiamare le attività locali per raccogliere prezzi e disponibilità, con l’opzione «Have AI check pricing».
  • 13 novembre 2025: arriva «Let Google Call», che telefona ai negozi vicini per verificare disponibilità, prezzo e promozioni di un prodotto, con la tecnologia Duplex.
  • Secondo le pagine di assistenza di Google, la verifica dei prezzi è disponibile solo negli Stati Uniti e in inglese; le altre chiamate per conto dei clienti sono attive in regioni e lingue selezionate e, negli Stati Uniti, in tutti gli stati tranne cinque.
  • Le chiamate sono monitorate e registrate e un’attività verificata può disattivarle dalle impostazioni avanzate del Profilo dell’attività su Google.

Cosa sono le chiamate agentiche e come funzionano

Un agente AI non si limita a rispondere: svolge un compito per conto di una persona. Qui il compito è una telefonata. La guida della Ricerca Google descrive così la verifica dei prezzi per i servizi locali:

  1. l’utente cerca un servizio in zona e tocca «Have AI check pricing»;
  2. compila un modulo con i dettagli della richiesta;
  3. Google chiama più fornitori vicini e condivide con loro i dettagli, che possono includere il nome dell’utente;
  4. i preventivi arrivano via email in circa 30 minuti; se non riesce a raggiungere le attività, Google invia un elenco di fornitori consigliati.

Il servizio non crea una prenotazione: il fornitore scelto lo contatta poi l’utente. Tra le categorie citate ci sono officine, parrucchieri, toelettature, centri benessere e autoscuole.

Dal 2025 a oggi: le tappe principali

  • Luglio 2025: inizia la distribuzione a tutti gli utenti della Ricerca negli Stati Uniti; Google precisa che le attività mantengono il controllo dalle impostazioni del Profilo dell’attività.
  • Novembre 2025: con «Let Google Call» l’AI chiama i negozi per giocattoli, salute e bellezza, elettronica. Si basa su Duplex, con un modello Gemini che sceglie i negozi, suggerisce le domande e riassume le telefonate.
  • Maggio 2026: alla conferenza I/O Google annuncia che, per categorie come riparazioni per la casa, bellezza e cura degli animali, si potrà chiedere alla Ricerca di chiamare le attività, con distribuzione a tutti gli utenti statunitensi in estate.
  • Oggi: la guida dell’app Gemini descrive una funzione che telefona alle attività per chiedere orari, disponibilità o preventivi, prenotare o spostare appuntamenti e superare i menu automatici, riservata per ora agli Stati Uniti.

Fuori dagli Stati Uniti si muove soprattutto la prenotazione: ad aprile 2026, nel Regno Unito, AI Mode ha iniziato a proporre ristoranti prenotabili, con la prenotazione completata su piattaforme partner e non al telefono.

Dove sono disponibili, e l’Italia?

Nelle pagine ufficiali consultate a ottobre 2026 la verifica dei prezzi dei servizi locali è disponibile negli Stati Uniti e in inglese; le chiamate per conto dei clienti (prenotazioni, attese al ristorante, prezzi e disponibilità) sono attive in «regioni e lingue selezionate» e, negli Stati Uniti, in tutti gli stati tranne Indiana, Louisiana, Minnesota, Montana e Nebraska. Le telefonate di Gemini richiedono un Pixel 11 con SIM statunitense, la lingua inglese e un abbonamento Google AI, e raggiungono solo numeri degli Stati Uniti.

L’Italia non compare negli annunci e nelle pagine consultate e Google non ha indicato date per il nostro paese. Le pagine però non elencano tutte le «regioni e lingue selezionate»: conviene seguire gli annunci e prepararsi per tempo, senza allarmi.

Cosa sente chi risponde e come si controlla

La guida dell’app Gemini spiega che ogni chiamata si apre con una dichiarazione: Gemini dice di essere un assistente AI di Google, che la linea è registrata e il nome della persona per cui chiama. L’attività riceve solo i dettagli che l’utente ha approvato, come nome e contatti. Gemini non può fare pagamenti, non condivide informazioni finanziarie o sanitarie sensibili e non può essere usato per vendere prodotti o servizi.

Per le chiamate della Ricerca, le pagine del Profilo dell’attività su Google precisano che le telefonate sono monitorate e registrate e che Google non chiede mai pagamenti, dati della carta di credito o password: davanti a una chiamata sospetta è meglio non fornire informazioni.

Un’attività verificata può disattivarle da business.google.com: menu «Altro», impostazioni del Profilo dell’attività, impostazioni avanzate, sezione dedicata alle chiamate e ai messaggi automatici di Google (i nomi possono variare nell’interfaccia italiana). Si possono spegnere separatamente le prenotazioni e richieste dei clienti, l’aggiornamento del profilo e la pubblicazione di post, oppure chiedere durante la telefonata di non essere più chiamati. Chi comunica i dati dei prodotti con Merchant Center non viene chiamato per le scorte.

Cosa cambia per chi risponde al telefono

Se queste funzioni arriveranno anche in Italia, una parte delle telefonate in entrata avrà caratteristiche nuove:

  • domande brevi e precise: quanto costa, quando c’è posto, se un prodotto è disponibile;
  • confronto immediato: la stessa richiesta arriva a più attività e il cliente riceve un riepilogo;
  • chi non risponde rischia di restare fuori, perché il cliente riceve comunque altri nomi;
  • serve una regola su cosa dire: prezzi indicativi, condizioni, cosa si comunica solo dopo un sopralluogo.

Immagina una toelettatura con una sola persona al bancone: se il telefono squilla mentre lavora, la richiesta di un’AI si perde come quella di un cliente. Un agente vocale per le chiamate in entrata come AVI può rispondere anche nei momenti scoperti, con le sole informazioni approvate dall’azienda, presentandosi come assistente virtuale e passando la conversazione a una persona quando serve. Sul perché contano i tempi di risposta trovi un approfondimento in velocità di risposta ai contatti.

Cosa fare adesso

  1. Scrivi le risposte alle domande più frequenti su prezzi e disponibilità, con fasce e condizioni, e condividile con chi risponde.
  2. Aggiorna il Profilo dell’attività su Google e il sito: orari, servizi, telefono e, dove possibile, prezzi indicativi.
  3. Stabilisci le regole di sicurezza: mai dati di pagamento o password al telefono, verifica delle richieste insolite.
  4. Copri i momenti scoperti come pause, picchi, sera e fine settimana, con un turno o con un agente vocale.
  5. Controlla ogni tanto le impostazioni delle chiamate automatiche e gli annunci di Google.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

Google può già chiamare la mia attività in Italia per conto di un cliente?

A ottobre 2026 non risulta: le funzioni annunciate da Google sono partite negli Stati Uniti, la verifica dei prezzi è disponibile solo lì e in inglese e le altre chiamate per conto dei clienti solo in regioni e lingue selezionate. Google non ha annunciato date per l’Italia.

Come capisco che a chiamare è un’intelligenza artificiale?

Nella guida dell’app Gemini Google spiega che ogni chiamata inizia dichiarando che si tratta di un assistente AI di Google, su linea registrata, con il nome della persona per cui chiama. Google precisa inoltre che non chiede mai pagamenti, dati della carta o password.

Posso impedire a Google di chiamare la mia attività?

Sì, se il profilo è verificato. Dalle impostazioni avanzate del Profilo dell’attività su Google si possono disattivare le chiamate e i messaggi automatici, anche separatamente per prenotazioni e richieste dei clienti. Si può chiederlo anche durante una telefonata.

Un agente vocale può rispondere a una chiamata fatta da un’AI?

Sì: per l’agente vocale è una chiamata in entrata come le altre. Conta che dia informazioni corrette e approvate dall’azienda, che si presenti come assistente virtuale e che passi a una persona le richieste che non può gestire.

Fonti

Dall’articolo alla pratica

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