Dal 15 gennaio 2026 le regole di Meta vietano ai fornitori di intelligenza artificiale di usare la piattaforma WhatsApp Business per offrire assistenti AI generalisti, cioè chatbot che conversano su qualsiasi argomento, salvo dove Meta è obbligata per legge a consentirlo. Le aziende possono continuare a usare chatbot AI su WhatsApp per funzioni di supporto, come l’assistenza clienti automatizzata. A livello europeo, inoltre, la Commissione ha ordinato a Meta il 9 giugno 2026 di ripristinare l’accesso gratuito per gli assistenti concorrenti fino alla fine della sua indagine.
In breve
- Il 15 ottobre 2025 Meta ha annunciato la modifica dei termini della soluzione WhatsApp Business; secondo la Commissione, dal 15 gennaio 2026 Meta AI è rimasto l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp.
- Il divieto riguarda chi offre l’AI come servizio principale: le aziende possono usare strumenti di AI per funzioni accessorie o di supporto, come l’assistenza clienti.
- Il 24 dicembre 2025 l’AGCM ha ordinato a Meta di sospendere subito, per l’Italia, le clausole che escludono i chatbot concorrenti.
- Il 9 giugno 2026 la Commissione ha imposto misure provvisorie: accesso gratuito alle condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, fino alla decisione finale.
Cosa prevedono le nuove regole di Meta
Le regole si trovano nei termini della soluzione WhatsApp Business (WhatsApp Business Solution Terms), il contratto che vale per chi usa le API di WhatsApp per comunicare con i clienti. Nella versione aggiornata al 15 gennaio 2026, come riporta la documentazione per sviluppatori di Meta, compare la definizione di fornitori di AI: chi sviluppa o fornisce tecnologie di intelligenza artificiale o di apprendimento automatico, come i grandi modelli linguistici, piattaforme di AI generativa, assistenti AI generalisti o tecnologie simili.
Per questi soggetti la regola è netta: possono offrire assistenti AI generalisti sulla piattaforma solo dove Meta è legalmente obbligata a permetterlo. Un servizio che mette a disposizione del pubblico un chatbot tuttofare attraverso un numero WhatsApp, quindi, non è più ammesso come regola generale.
Cosa resta consentito agli assistenti aziendali
Il divieto non colpisce l’azienda che usa l’AI per parlare con i propri clienti. Nel comunicato con cui ha aperto l’indagine, la Commissione europea ha descritto la policy così: il divieto vale quando l’AI è il servizio principale offerto, mentre le aziende possono continuare a usare strumenti di AI per funzioni accessorie o di supporto, come l’assistenza clienti automatizzata.
Il criterio pratico è lo scopo dell’assistente. Alcuni esempi ipotetici di usi di supporto:
- un ristorante il cui assistente risponde su orari, menù e prenotazioni;
- un e-commerce che informa su spedizioni, resi e stato degli ordini;
- uno studio professionale che raccoglie le richieste e propone gli appuntamenti disponibili;
- un hotel che risponde su servizi, disponibilità e indicazioni per arrivare.
Restano valide anche le regole di sempre della piattaforma: le risposte libere si possono inviare solo entro 24 ore dall’ultimo messaggio del cliente, fuori da questa finestra servono messaggi modello approvati, e dal 1° ottobre 2026 i messaggi di servizio oltre la quota gratuita di 1.000 al mese per numero si pagano.
Cosa ha deciso l’AGCM per l’Italia
Sulla modifica dei termini sono intervenuti due procedimenti antitrust, uno italiano e uno europeo, coordinati tra loro. Quello italiano è seguito dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
- Luglio 2025: l’AGCM avvia un’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante legato all’integrazione di Meta AI in WhatsApp (caso A576).
- 25 novembre 2025: l’AGCM estende il procedimento ai nuovi termini e avvia un sub-procedimento cautelare.
- 24 dicembre 2025: l’AGCM ordina a Meta di sospendere immediatamente le clausole che escludono i chatbot concorrenti, per i loro effetti in Italia.
Cosa ha deciso la Commissione europea
- 4 dicembre 2025: la Commissione europea apre un’indagine formale sulla nuova policy, per i suoi possibili effetti nello Spazio economico europeo.
- Febbraio 2026: la Commissione invia a Meta una comunicazione degli addebiti e annuncia l’intenzione di adottare misure provvisorie.
- 4 marzo 2026: Meta riammette gli assistenti di terzi, ma a pagamento; per la Commissione la tariffa equivale, nei fatti, al divieto precedente.
- 9 giugno 2026: la Commissione ordina a Meta di ripristinare entro 5 giorni lavorativi l’accesso gratuito alle condizioni precedenti al 15 ottobre 2025 e di mantenerlo fino alla decisione finale.
L’indagine europea sul merito è ancora in corso e non ha una scadenza fissata per legge. Se Meta non rispettasse le misure, la Commissione potrebbe infliggere ammende fino al 10% del fatturato annuo complessivo.
Sul fronte dei costi, la documentazione di Meta indica una tariffa specifica per i messaggi di servizio inviati dai fornitori di AI nei Paesi in cui Meta è obbligata ad ammetterli: in Italia è stata applicata dal 16 febbraio e negli altri Paesi UE e SEE elencati dall’11 marzo, in entrambi i casi fino al 12 maggio 2026; dal 13 maggio 2026 Meta indica di non applicarla più in questi mercati. Questa policy riguarda solo i fornitori di AI e non cambia i prezzi per le altre aziende.
Cosa controllare se usi un assistente AI su WhatsApp
- Definisci il perimetro. L’assistente deve parlare della tua attività: prodotti, servizi, orari, ordini, prenotazioni. È il tipo di uso di supporto descritto dalla Commissione.
- Usa solo informazioni approvate. Prepara le risposte su prezzi, condizioni e procedure, e stabilisci cosa l’assistente non deve dire.
- Prevedi il passaggio a una persona. Reclami, casi particolari e richieste fuori perimetro devono arrivare a qualcuno del team, con la conversazione completa.
- Fai presentare l’assistente come virtuale. Chi scrive deve capire subito che sta parlando con un assistente digitale.
- Verifica account e fatturazione. Account WhatsApp Business ufficiale, modelli approvati per i messaggi fuori finestra e un metodo di pagamento attivo per i messaggi di servizio oltre la quota gratuita.
- Segui gli aggiornamenti. La situazione può cambiare con la decisione finale della Commissione e con l’esito del procedimento italiano.
Con ADI configuriamo e seguiamo noi l’assistente su WhatsApp: risponde solo con le informazioni approvate dal cliente, si presenta come assistente virtuale, passa la conversazione a una persona quando serve e i dati sono trattati secondo il GDPR. Se vuoi capire come usare lo stesso assistente anche su sito e social, leggi la nostra guida ai canali.
Informazioni aggiornate a ottobre 2026. Questo articolo non è una consulenza legale.
Domande frequenti
Un’azienda può usare un chatbot AI su WhatsApp per l’assistenza clienti?
Sì. Secondo la descrizione della Commissione europea, il divieto introdotto da Meta riguarda i fornitori che offrono l’AI come servizio principale. Le aziende possono continuare a usare strumenti di AI per funzioni accessorie o di supporto, come l’assistenza clienti automatizzata sui propri prodotti e servizi.
Cosa vieta esattamente Meta dal 15 gennaio 2026?
I termini della soluzione WhatsApp Business vietano ai fornitori di AI, come chi sviluppa grandi modelli linguistici o assistenti generalisti, di offrire assistenti AI generalisti sulla piattaforma. L’eccezione riguarda i Paesi in cui Meta è obbligata per legge a consentirlo.
Cosa ha deciso la Commissione europea il 9 giugno 2026?
Ha imposto a Meta misure provvisorie: ripristinare entro 5 giorni lavorativi l’accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti AI concorrenti, alle condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, e mantenerlo fino alla decisione finale dell’indagine antitrust, ancora in corso.
Le nuove regole cambiano i costi per la mia azienda?
La tariffa per i fornitori di AI non riguarda le altre aziende. Per tutte vale invece il listino ordinario: dal 1° ottobre 2026 ogni numero aziendale ha 1.000 messaggi di servizio gratuiti al mese, oltre i quali le risposte si pagano secondo la tariffa del Paese del destinatario.
Fonti
- Meta for Developers, «New pricing policy for AI Providers leveraging the WhatsApp Business Platform», tariffe aggiornate al 15 ottobre 2026
- Commissione europea, «Commission opens antitrust investigation into Meta’s new policy regarding AI providers’ access to WhatsApp», 4 dicembre 2025
- AGCM, «Meta AI, imposta a Meta sospensione delle condizioni che escludono Chatbot AI concorrenti da WhatsApp», 24 dicembre 2025
- Commissione europea, Rappresentanza in Italia, «La Commissione notifica a Meta eventuali misure provvisorie per invertire l’esclusione di assistenti di IA terzi da WhatsApp», 9 febbraio 2026
- Commissione europea, «Commission imposes interim measures on Meta to preserve free access to WhatsApp for rival AI assistants», IP/26/1276, 9 giugno 2026
- Meta for Developers, «Pricing on the WhatsApp Business Platform», aggiornata al 1° ottobre 2026
