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Settori8 ottobre 20264 min di lettura

Assistente digitale per agenzie assicurative: cosa può fare davvero

Sinistri, scadenze, documenti e preventivi: come un assistente digitale aiuta agenzie e intermediari assicurativi, e dove deve fermarsi e passare la mano.

In un’agenzia assicurativa il telefono squilla quasi sempre per le stesse poche cose: un danno appena successo, una scadenza in arrivo, un documento da rimandare, un preventivo da chiedere. Sono richieste legittime, spesso urgenti, e arrivano mentre in agenzia c’è già qualcuno allo sportello. Un assistente digitale non prende il posto dell’intermediario, ma può occuparsi della parte ripetitiva e lasciare a chi risponde una pratica già ordinata.

Le richieste che si ripetono ogni giorno

Provate a rileggere un mese di messaggi e chiamate: quasi tutto rientra in cinque famiglie.

  • Sinistri: «ho avuto un incidente, cosa faccio?», «mi è entrata l’acqua in casa».
  • Scadenze e pagamenti: quando scade la polizza, come si paga, a chi mandare la ricevuta.
  • Documenti: copia di polizza, quietanza, certificati, moduli da compilare.
  • Preventivi: «quanto costerebbe assicurare questo veicolo o questo negozio?».
  • Dubbi sulle coperture: «questo danno è coperto?».

Le prime quattro si prestano bene a essere gestite da un assistente. L’ultima va trattata con molta prudenza, come vedremo più avanti.

Dopo un danno: raccogliere i dati giusti al primo contatto

Chi ha appena avuto un incidente o un danno in casa è agitato e scrive o chiama quando capita, anche di sera o nel fine settimana. Un assistente può accompagnarlo con domande semplici, una alla volta:

  1. chi è e quale polizza riguarda (nome, targa o indirizzo dell’immobile);
  2. che cosa è successo, quando e dove;
  3. se ci sono persone ferite, nel qual caso l’assistente invita subito a chiamare i soccorsi, prima di ogni altra cosa;
  4. quali foto o documenti può inviare subito;
  5. quando preferisce essere ricontattato e da quale numero.

Il giorno dopo, chi lavora in agenzia trova una scheda già compilata al posto di un messaggio in segreteria difficile da capire. L’assistente non valuta la copertura, non promette rimborsi e non dice se il danno «verrà pagato»: quelle decisioni restano all’agenzia e alla compagnia. Per le chiamate in entrata si può usare un agente vocale, che risponde alle chiamate in entrata anche fuori orario, raccogliendo gli stessi dati.

Scadenze, documenti e preventivi

Sono domande a basso rischio e ad alto volume, perfette per essere gestite con informazioni approvate dall’agenzia: orari, modalità di pagamento, documenti da portare, tempi tipici di una pratica. Per i preventivi l’assistente raccoglie i dati di partenza (tipo di copertura, dati del veicolo o dell’immobile, recapiti) e fissa un appuntamento o una richiamata con la persona giusta.

Attenzione ai dati personali: l’assistente non dovrebbe comunicare dettagli di una polizza a chi non è stato identificato in modo adeguato. Quali informazioni si possono condividere in chat e quali solo con un operatore è una scelta da fare insieme, caso per caso.

Lo stesso vale per i toni: chi scrive dopo un incidente cerca prima di tutto una risposta chiara e rassicurante, non un elenco di formule. Per questo conviene curare con attenzione il testo con cui l’assistente si presenta e le frasi con cui chiede i dati.

Dove l’assistente deve fermarsi

La distribuzione assicurativa è un’attività regolata e vigilata, e il consiglio personalizzato su quale polizza sottoscrivere spetta all’intermediario abilitato. Per questo, in un’agenzia, un assistente ben impostato:

  • non consiglia la polizza «giusta» per una specifica persona e non interpreta clausole o esclusioni;
  • non decide su liquidazioni, reclami o deroghe;
  • chiede solo i dati che servono davvero, evitando informazioni sulla salute o altri dati delicati se non necessari;
  • dice con chiarezza di essere un assistente digitale e offre sempre la possibilità di parlare con una persona.

Sul trattamento dei dati valgono le regole sulla privacy (GDPR) e quelle di settore. Questo articolo non è consulenza legale: conviene confrontarsi con il proprio consulente o con chi si occupa di conformità in agenzia.

Da dove partire

Meglio un inizio piccolo e misurabile che un progetto enorme.

  1. Scegliete un solo flusso, per esempio la segnalazione dei sinistri oppure le richieste di documenti.
  2. Scrivete le informazioni approvate: orari, documenti, passaggi da seguire.
  3. Stabilite quando l’assistente passa la mano a una persona e a chi.
  4. Per le prime settimane leggete le conversazioni e correggete le risposte che non vi convincono.

Con ADI configuriamo noi l’assistente in 3 giorni lavorativi, con abbonamento mensile: risponde solo con le informazioni che avete approvato e, quando non è sicuro, passa la conversazione a una persona.

Dall’articolo alla pratica

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