L’AI Act è il regolamento europeo che stabilisce regole comuni per l’intelligenza artificiale. È entrato in vigore nell’agosto 2024 e si applica a tappe, quindi molte aziende lo sentono nominare senza capire se le riguardi. Se usi un assistente virtuale sul sito o su WhatsApp, o se stai per farlo, vale la pena conoscerne le idee di base. Qui trovi una guida per titolari e responsabili di PMI, senza linguaggio da tribunale.
Più rischio, più regole
Il principio centrale è semplice: le regole sono tanto più severe quanto più un sistema di AI può incidere sulla vita delle persone. Il regolamento distingue quattro livelli:
- Rischio inaccettabile. Usi vietati, per esempio certe forme di manipolazione o di valutazione sociale delle persone.
- Alto rischio. Sistemi che incidono su aspetti importanti, come la selezione del personale o la valutazione dell’affidabilità creditizia. Qui gli obblighi sono pesanti.
- Rischio limitato. Sistemi che interagiscono con le persone, come un assistente che risponde ai clienti. L’obbligo principale è la trasparenza.
- Rischio minimo. Tutto il resto, come un filtro antispam, senza obblighi specifici.
Dove si colloca un assistente per i clienti
Un assistente che risponde su orari, servizi, prenotazioni e preventivi rientra di norma tra i sistemi con obblighi di trasparenza: chi scrive deve poter capire che sta parlando con un’AI e non con una persona, a meno che sia già evidente dal contesto. Il livello però dipende da cosa fai davvero. Se la stessa AI venisse usata per scartare candidati o decidere se concedere un finanziamento, entreresti in un’altra categoria, con regole molto diverse.
Chi deve fare cosa: fornitore e utilizzatore
Il regolamento distingue chi sviluppa o mette sul mercato un sistema (il fornitore) da chi lo usa nella propria attività (l’utilizzatore). Se scegli un servizio già pronto, di solito sei utilizzatore. Questo non ti esenta: devi usarlo secondo le istruzioni, controllare che faccia ciò che hai deciso e informare le persone che interagiscono con lui. Per questo conviene scegliere un fornitore che spiega con chiarezza come funziona il suo prodotto.
Le date: attenzione agli aggiornamenti
L’applicazione è graduale. Le date che risultano verificate al momento in cui scriviamo sono queste:
- 2 febbraio 2025: iniziano i divieti per i sistemi a rischio inaccettabile e l’obbligo di promuovere un’adeguata alfabetizzazione sull’AI tra chi la usa.
- 2 agosto 2025: iniziano le regole sui modelli di AI di uso generale e sulla governance.
- 2 agosto 2026: iniziano gli obblighi di trasparenza, tra cui quello di informare chi interagisce con un sistema di AI.
- Alto rischio: le scadenze iniziali sono state riviste dalle misure europee di semplificazione approvate nel 2026. Per i sistemi autonomi dell’elenco principale la data indicata è il 2 dicembre 2027, per quelli integrati in prodotti regolati il 2 agosto 2028.
Il calendario può cambiare ancora e le norme hanno dettagli ed eccezioni: prima di prendere decisioni controlla le date aggiornate sulle fonti ufficiali dell’Unione europea. Le sanzioni, per le violazioni più gravi come l’uso di pratiche vietate, possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale. Per le altre violazioni sono previsti importi inferiori.
Cosa puoi fare fin da subito
- Fai l’elenco degli strumenti di AI che usi in azienda e per quale scopo.
- Dichiara l’AI. Scrivi nella prima risposta, o nel testo di benvenuto, che si sta parlando con un assistente virtuale.
- Prevedi il passaggio a una persona. Chi lo desidera deve poter parlare con un operatore, e l’assistente deve passare la mano quando non è sicuro.
- Controlla le risposte. Un assistente che usa solo informazioni approvate da te è più facile da tenere sotto controllo.
- Forma le persone che lo gestiscono: bastano poche regole chiare e una persona di riferimento.
- Conserva i documenti del fornitore: istruzioni, informativa privacy, accordo sul trattamento dei dati.
Da dove partire
Comincia dall’elenco degli strumenti e dal testo con cui presenti l’assistente ai clienti: sono due passi semplici che ti mettono già in una buona posizione. Poi chiedi al fornitore come gestisce trasparenza e passaggio a un operatore. Questa guida è informativa e non è consulenza legale: per capire come l’AI Act si applica alla tua azienda rivolgiti a un professionista e consulta le fonti ufficiali.
