# Modelli di AI per uso generale (GPAI): cosa chiedere ai fornitori

> Modelli di AI per uso generale (GPAI): cosa prevede l’AI Act dal 2 agosto 2025, cos’è il Codice di buone pratiche e cosa chiedere ai fornitori se li usi.

Normative · pubblicato il 26 ottobre 2026 · https://aimazing.it/blog/modelli-di-ai-per-uso-generale-gpai-cosa-chiedere-ai-fornitori/

I **modelli di AI per uso generale** (in inglese *general-purpose AI*, GPAI) sono i grandi modelli su cui si basano chatbot, assistenti di scrittura e agenti vocali. Dal 2 agosto 2025 l’AI Act impone obblighi a chi li sviluppa, non alle aziende che li usano. Proprio per questo una PMI che lavora con strumenti basati su questi modelli deve sapere che cosa chiedere a chi glieli fornisce.

## In breve

- Gli obblighi per i fornitori di modelli GPAI si applicano **dal 2 agosto 2025**. La Commissione può farli rispettare con i suoi poteri **dal 2 agosto 2026**; i modelli già sul mercato prima del 2 agosto 2025 devono essere in regola **entro il 2 agosto 2027**.
- Il **Codice di buone pratiche GPAI** è stato pubblicato il 10 luglio 2025 ed è stato giudicato adeguato da Commissione e Consiglio per l’IA.
- Il fornitore del modello deve dare a chi lo integra le informazioni dell’**allegato XII**: compiti previsti, politiche di uso accettabile, licenza, limiti.
- All’azienda che usa uno strumento basato su questi modelli restano gli obblighi da **deployer**, come l’alfabetizzazione AI e la trasparenza verso le persone.

## Che cos’è un modello di AI per uso generale

L’AI Act lo definisce come un modello che mostra una **generalità significativa**, sa svolgere un’ampia gamma di compiti distinti e può essere integrato in molti sistemi diversi. Sono esclusi i modelli usati solo per ricerca, sviluppo o prototipazione prima di essere immessi sul mercato. Nelle linee guida del 18 luglio 2025 la Commissione indica un criterio orientativo: un modello addestrato con una potenza di calcolo superiore a 10²³ operazioni in virgola mobile e capace di generare linguaggio (testo o audio), immagini o video a partire da testo.

Conviene tenere distinti due concetti. Il **modello** è il motore. Il **sistema** è il prodotto che usi: un assistente sul sito, un agente vocale, uno strumento di scrittura. Un sistema basato su un modello GPAI e capace di servire molte finalità si chiama «sistema di IA per finalità generali». Per i modelli più avanzati, quelli con **rischio sistemico**, il regolamento prevede obblighi aggiuntivi di valutazione e riduzione dei rischi.

## Fornitore, fornitore a valle e deployer: chi è chi

- **Fornitore**: chi sviluppa un sistema o un modello di AI, o lo fa sviluppare, e lo immette sul mercato o lo mette in servizio con il proprio nome o marchio.
- **Fornitore a valle**: chi fornisce un sistema di AI che integra un modello, suo o di un’altra azienda con cui ha un contratto.
- **Deployer**: chi usa un sistema di AI sotto la propria autorità per un’attività professionale.

Un esempio ipotetico. Un e-commerce usa un assistente per rispondere ai clienti: l’e-commerce è deployer, l’azienda che ha costruito l’assistente e lo offre con il proprio nome è fornitore del sistema, chi ha sviluppato il modello alla base è fornitore GPAI. Se invece l’e-commerce costruisce da sé uno strumento collegando un modello tramite API e lo mette in servizio con il proprio nome, diventa a sua volta fornitore a valle, con gli obblighi che ne derivano.

## Cosa devono fare i fornitori dei modelli

L’articolo 53 dell’AI Act chiede ai fornitori di modelli GPAI quattro cose:

1. redigere e aggiornare la **documentazione tecnica** del modello, da trasmettere su richiesta all’Ufficio per l’IA e alle autorità nazionali;
2. mettere a disposizione dei fornitori di sistemi che integrano il modello **informazioni e documentazione** che permettano di capirne capacità e limiti, con almeno gli elementi dell’allegato XII;
3. adottare una **politica sul diritto d’autore**, che rispetti anche le riserve con cui i titolari escludono le loro opere dall’estrazione di dati;
4. pubblicare una **sintesi dei contenuti usati per l’addestramento**, secondo il modello che la Commissione ha pubblicato il 24 luglio 2025.

L’allegato XII elenca, tra l’altro, i compiti che il modello è destinato a svolgere, le politiche di uso accettabile, la data di rilascio, la licenza, le modalità e il formato di input e output, compresa la lunghezza massima del contesto, e informazioni sui dati di addestramento. Per i modelli rilasciati con licenza libera e open source, con pesi e architettura pubblici, i primi due obblighi non si applicano, salvo che il modello presenti rischi sistemici.

## Il Codice di buone pratiche GPAI e chi l’ha firmato

Il Codice è uno strumento **volontario**, preparato da 13 esperti indipendenti con il contributo di oltre 1.000 portatori di interesse. Ha tre capitoli: **trasparenza**, con un modulo per documentare il modello, e **diritto d’autore**, che valgono per tutti i fornitori; **sicurezza e protezione**, che riguarda solo i pochi fornitori dei modelli più avanzati con rischio sistemico. Chi lo firma può usarlo per dimostrare di rispettare gli obblighi, con meno oneri amministrativi e più certezza giuridica.

Tra i firmatari elencati dalla Commissione ci sono Amazon, Anthropic, Google, IBM, Microsoft, Mistral AI e OpenAI. xAI ha firmato solo il capitolo su sicurezza e protezione e deve dimostrare con altri mezzi adeguati il rispetto degli obblighi su trasparenza e diritto d’autore. L’elenco viene aggiornato man mano che arrivano nuove firme.

## Cosa cambia con il Digital Omnibus

Il Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, affida all’**Ufficio per l’IA** la competenza esclusiva sul controllo dei sistemi di AI basati su modelli GPAI quando modello e sistema vengono dallo stesso fornitore o dalla stessa impresa, con alcune eccezioni, per esempio i sistemi forniti dalle autorità di contrasto o dagli istituti finanziari. In pratica, un chatbot offerto dalla stessa azienda che sviluppa il modello è di norma vigilato a livello europeo. Gli obblighi dei fornitori di modelli restano quelli in vigore dal 2025.

## Cosa fare adesso: le domande da fare ai fornitori

1. **Quale modello usa lo strumento** e chi è il suo fornitore? Cosa succede se il modello o la versione cambiano?
2. **Il fornitore del modello ha firmato il Codice di buone pratiche**, in tutto o in parte?
3. **Avete ricevuto le informazioni dell’allegato XII** e come ne tenete conto per limiti e configurazione?
4. **Il mio uso rientra nelle politiche di uso accettabile** del modello?
5. **Dove trovo la sintesi pubblica** dei dati di addestramento?
6. **I dati delle conversazioni** vengono usati per addestrare il modello? Dove sono trattati? C’è un accordo sul trattamento dei dati conforme al GDPR?
7. **Come rispetta lo strumento gli obblighi di trasparenza**, per esempio dichiarare che è un’AI?

Altre domande utili, su dati e sicurezza, sono nella nostra guida su [agenti AI e dati dei clienti](https://aimazing.it/blog/agenti-ai-e-dati-dei-clienti-le-domande-da-fare-al-fornitore/). Se vuoi costruire uno strumento interno su un modello GPAI, con [Ecosystem](https://aimazing.it/ecosystem/) sviluppiamo software su misura.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026. Questo articolo non è una consulenza legale.

## Domande frequenti

**Se uso un chatbot generalista in azienda devo rispettare gli obblighi GPAI?**

No. Gli obblighi dell’articolo 53 riguardano chi sviluppa e immette sul mercato il modello. Come azienda che usa lo strumento sei deployer: devi occuparti, per esempio, dell’alfabetizzazione AI di chi lo usa e della trasparenza verso le persone.

**Quando un’azienda diventa fornitore a valle?**

Quando fornisce un sistema di AI che integra un modello GPAI, anche di un’altra azienda, e lo immette sul mercato o lo mette in servizio con il proprio nome. Usare uno strumento già pronto, invece, ti rende deployer.

**Il Codice di buone pratiche GPAI è obbligatorio?**

No, è volontario. Chi lo firma lo usa per dimostrare di rispettare gli obblighi; chi non lo firma deve dimostrarlo con altri mezzi adeguati. Per un’azienda cliente, sapere se il fornitore del modello l’ha firmato è un’informazione utile.

**Da quando la Commissione può far rispettare gli obblighi?**

I suoi poteri di controllo si applicano dal 2 agosto 2026. Per i modelli già sul mercato prima del 2 agosto 2025 la scadenza per mettersi in regola è il 2 agosto 2027.

## Fonti

- [Commissione europea, «Learn more about the guidelines for providers of general-purpose AI models», 18 luglio 2025](https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/learn-more-about-guidelines-providers-general-purpose-ai-models)
- [Commissione europea, «General-Purpose AI Code of Practice now available», 10 luglio 2025](https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/general-purpose-ai-code-practice-now-available)
- [Commissione europea, «The General-Purpose AI Code of Practice», consultata a ottobre 2026](https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/gpai-code-practice)
- [Commissione europea, «Explanatory Notice and Template for the Public Summary of Training Content for general-purpose AI models», 24 luglio 2025](https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/explanatory-notice-and-template-public-summary-training-content-general-purpose-ai-models)
- [Commissione europea, AI Act Service Desk, «Articolo 53: Obblighi dei fornitori di modelli di IA per finalità generali», consultata a ottobre 2026](https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/it/ai-act/article-53)
- [Commissione europea, AI Act Service Desk, «Articolo 75: Vigilanza del mercato e controllo dei sistemi di IA e assistenza reciproca», consultata a ottobre 2026](https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/it/ai-act/article-75)
- [Commissione europea, AI Act Service Desk, «Allegato XII», consultata a ottobre 2026](https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/it/ai-act/annex-12)
- [Commissione europea, AI Act Service Desk, «Articolo 3: Definizioni», consultata a ottobre 2026](https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/it/ai-act/article-3)
- [EUR-Lex, «Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull’IA)», 8 luglio 2026](https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2026/1744/oj/ita)

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Articolo del blog di Aimazing S.r.l. (Terni). Pagina originale: https://aimazing.it/blog/modelli-di-ai-per-uso-generale-gpai-cosa-chiedere-ai-fornitori/
