# Banca d’Italia e AI nelle imprese: cosa dicono le indagini 2026

> Banca d’Italia e AI nelle imprese: le indagini 2026 su quante aziende la usano, quanto a fondo, quali effetti su produttività e lavoro e cosa ne frena l’uso.

Mercato · pubblicato il 7 ottobre 2026 · https://aimazing.it/blog/banca-ditalia-e-ai-nelle-imprese-cosa-dicono-le-indagini-2026/

Le analisi più recenti della **Banca d’Italia** dicono che l’intelligenza artificiale si sta diffondendo nelle imprese italiane, ma soprattutto in forma leggera: all’inizio del 2026 la usa il 32% delle imprese con almeno 20 addetti, mentre l’uso intensivo si ferma al 5%. Gli effetti sulla produttività per ora non emergono in modo sistematico, ma secondo le stime potrebbero diventare significativi nel medio periodo, se l’adozione sarà ampia e profonda.

## In breve

- Indagine Invind: le imprese con almeno 20 addetti che usano l’AI passano dal 27% del 2025 al **32%** all’inizio del 2026; l’uso intensivo è al **5%**.
- Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita, primo trimestre 2026 (imprese con almeno 50 addetti): 27% uso limitato o moderato, 3% uso estensivo.
- Il **70%** delle imprese che usano l’AI non ha visto finora effetti sulla produttività del lavoro; la metà se li aspetta nel prossimo triennio.
- Stime su dieci anni: produttività in crescita tra **0,2 e 1,1 punti percentuali all’anno**, a seconda della velocità di adozione.

## Quante imprese usano l’AI secondo la Banca d’Italia?

La Banca d’Italia misura la diffusione dell’AI con le proprie indagini sulle imprese, diverse da quella dell’ISTAT. Due sono le più utili per capire a che punto siamo.

- **Indagine sulle imprese industriali e dei servizi (Invind)**, sulle imprese con almeno 20 addetti. Secondo lo studio «Questioni di economia e finanza» n. 1009 del giugno 2026, la quota che usa strumenti di AI è passata dal 27% del 2025 al 32% all’inizio del 2026.
- **Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita**, sulle imprese con almeno 50 addetti. Nella rilevazione del primo trimestre 2026, condotta tra il 20 febbraio e il 18 marzo su 2.531 imprese, il 27% dichiara un uso limitato o moderato dell’AI e solo il 3% un uso estensivo. L’adozione arriva al 62% tra le imprese con oltre mille addetti ed è più diffusa nei servizi che nell’industria in senso stretto (32 contro 26 per cento).

Questi numeri sono più alti del 16,4% rilevato da ISTAT anche perché riguardano imprese più grandi: ISTAT conta tutte quelle con almeno 10 addetti. Il confronto europeo resta comunque sfavorevole: con i dati Eurostat 2025, la Banca d’Italia nota che il tasso di adozione italiano è inferiore di quattro punti alla media UE e di quasi dieci punti a quello della Germania.

## Uso leggero o uso intensivo: perché la differenza conta

Il punto centrale delle analisi è la **profondità dell’uso**. Molte imprese provano l’AI in forma sperimentale o limitata, poche la integrano davvero nei processi. In un’indagine del 2025 condotta anche in Germania e Spagna, la quota di uso intensivo dell’AI generativa era simile nei tre Paesi e inferiore al 4%.

Anche il modo di adottarla è indicativo: tra le imprese con almeno 50 addetti che usano l’AI, il 30% ha scelto l’**acquisto di licenze** per prodotti già disponibili sul mercato. È il modo più rapido per iniziare, ma da solo non basta a cambiare un processo. Secondo la Banca d’Italia, richiamando l’esperienza delle tecnologie digitali dei decenni passati, «incrementi di produttività significativi richiedono un’adozione profonda della tecnologia».

## Quali effetti su produttività, prezzi e lavoro?

Gli studi della Banca d’Italia distinguono tra effetti già osservati e potenziali.

- **Nelle imprese più grandi emergono primi segnali positivi.** Lo studio n. 1005 del marzo 2026, sulle imprese con almeno 50 addetti, rileva che nel 2024 poco più del 10% usava l’AI e che l’adozione aumenta la produttività del lavoro e la redditività, senza effetti negativi sull’occupazione complessiva. L’occupazione si sposta verso profili più qualificati e le imprese che adottano l’AI prevedono aumenti più contenuti dei propri prezzi di vendita.
- **Nel breve periodo, nel complesso, gli effetti non si vedono ancora.** Lo studio n. 1009 osserva che «nel breve periodo, tuttavia, non emergono ancora effetti significativi sulla produttività a livello di impresa». Il 70% delle imprese che usano l’AI dichiara che finora non ha influito sulla produttività del lavoro, mentre la metà delle imprese si attende un impatto positivo nei prossimi tre anni.
- **Nel medio periodo il potenziale è rilevante.** Con scenari di adozione lenta, media e rapida, la Banca d’Italia stima incrementi di produttività di 0,2, 0,7 e 1,1 punti percentuali all’anno su un orizzonte di dieci anni, con un lieve effetto positivo sull’occupazione, di circa un decimo di punto in tutti e tre gli scenari.

## Cosa frena l’adozione?

Le risposte delle imprese indicano due ostacoli diversi a seconda di chi risponde. Tra chi usa l’AI in modo limitato pesa soprattutto la **carenza di competenze adeguate**; tra chi non la usa affatto prevale l’idea di una **scarsa applicabilità** di queste tecnologie al proprio business.

Lo studio n. 1009 aggiunge che, secondo i dati Eurostat sulle imprese italiane con almeno 10 addetti, la carenza di competenze è la motivazione principale della mancata adozione in tutte le classi di dimensione. Per molte PMI, quindi, il primo passo non è scegliere uno strumento, ma capire dove l’AI può servire e chi in azienda sa usarla.

## Cosa propone la Banca d’Italia

- ridurre i costi e il rischio economico dell’adozione, ad esempio con sostegni selettivi ai progetti pilota;
- rafforzare il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca alle aziende;
- accompagnare le imprese con strutture dedicate, come Digital Innovation Hub e Competence Center, e sostenere i fornitori specializzati che adattano l’AI ai singoli settori;
- usare gli acquisti pubblici per stimolare la domanda di servizi legati all’AI.

Il messaggio di fondo è che serve una strategia coerente, che punti sui fattori abilitanti e sul sostegno a **fornitori specializzati**, «più che fare leva su sussidi poco selettivi». Secondo lo studio, sussidi o crediti d’imposta generici alla digitalizzazione tendono ad avere impatti diffusi ma limitati in profondità.

## Cosa fare adesso

1. **Passa dalla prova al processo.** Scegli un’attività in cui l’AI può lavorare ogni giorno e non solo come strumento individuale: ad esempio la gestione delle richieste dei clienti o delle telefonate in entrata.
2. **Misura prima e dopo.** Se il 70% delle imprese non vede ancora effetti, senza un punto di partenza (tempi di risposta, volumi, richieste perse) è impossibile capire se l’AI funziona. Una guida pratica è [come capire se l’automazione del servizio clienti funziona davvero](https://aimazing.it/blog/come-capire-se-lautomazione-del-servizio-clienti-funziona-davvero/).
3. **Colma le competenze.** È il primo ostacolo per chi ha già iniziato: individua una o due persone di riferimento e investi sulla loro formazione.
4. **Valuta un partner specializzato.** Integrare l’AI nei processi richiede configurazione, dati e controllo continuo. Per le chiamate in entrata, ad esempio, [AVI](https://aimazing.it/avi/) è un agente vocale che configuriamo e seguiamo noi: si presenta come assistente virtuale, risponde solo con le informazioni approvate dall’azienda e passa la chiamata a una persona quando serve.

Informazioni aggiornate a ottobre 2026.

## Domande frequenti

**Quante imprese italiane usano l’AI secondo la Banca d’Italia?**

Secondo l’indagine Invind, all’inizio del 2026 usa strumenti di AI il 32% delle imprese con almeno 20 addetti, contro il 27% del 2025. L’uso intensivo riguarda però solo il 5%. Tra le imprese con almeno 50 addetti, il 27% dichiara un uso limitato o moderato e il 3% un uso estensivo.

**L’intelligenza artificiale fa perdere posti di lavoro nelle imprese?**

Gli studi della Banca d’Italia non rilevano effetti negativi sull’occupazione complessiva delle imprese che adottano l’AI, ma uno spostamento verso profili più qualificati. Negli scenari di medio periodo l’effetto sull’occupazione è lievemente positivo, di circa un decimo di punto.

**Perché i dati della Banca d’Italia sono diversi da quelli ISTAT?**

Perché misurano popolazioni diverse. ISTAT considera le imprese con almeno 10 addetti, che nel 2025 usano l’AI nel 16,4% dei casi. Le indagini della Banca d’Italia riguardano imprese con almeno 20 o almeno 50 addetti, dove l’AI è più diffusa.

**Quando si vedranno gli effetti dell’AI sulla produttività?**

Secondo la Banca d’Italia, nel breve periodo non emergono ancora effetti significativi a livello di impresa. Le stime indicano guadagni di produttività tra 0,2 e 1,1 punti percentuali all’anno su dieci anni, a condizione di un’adozione ampia e profonda.

## Fonti

- [Banca d’Italia, «L’adozione dell’intelligenza artificiale: effetti su produttività e politiche a sostegno», Questioni di economia e finanza n. 1009, giugno 2026](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-1009/index.html)
- [Banca d’Italia, Questioni di economia e finanza n. 1009, testo integrale (PDF), giugno 2026](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-1009/QEF_1009_26.pdf)
- [Banca d’Italia, «L’impatto economico dell’adozione dell’intelligenza artificiale: evidenza dalle imprese italiane», Questioni di economia e finanza n. 1005, marzo 2026](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2026-1005/index.html)
- [Banca d’Italia, «Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita, 1° trimestre 2026», 14 aprile 2026](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-inflazione/2026-indagine-inflazione/03/Statistiche_iai_2026Q1.pdf)
- [ISTAT, «Imprese e Ict, anno 2025», comunicato stampa, 15 dicembre 2025](https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/)

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Articolo del blog di Aimazing S.r.l. (Terni). Pagina originale: https://aimazing.it/blog/banca-ditalia-e-ai-nelle-imprese-cosa-dicono-le-indagini-2026/
